Velasco, Antropova schiacciatrice: la mossa per usarla con Egonu. Cosa cambia e chi sono le azzurre
C’è chi si è formata nell’Academy di Sassuolo, chi alla scuola di volley Anderlini a Modena, chi in Emilia ci è nata e chi è cresciuta in Romagna: nella nazionale di Velasco che ha iniziato la stagione vincendo il torneo di Genova con una squadra senza cinque titolari del mondiale e affidandosi anche a nomi nuovi, c’è anche il cuore pallavolistico della regione. Per esempio Kate Antropova, 23 anni, che ha accettato la sfida di Velasco cambiando ruolo, da opposto a schiacciatrice, che significa banalmente imparare a ricevere, ma anche a murare e difendere e schiacciare da nuove posizioni, ha una storia dove si incrociano tanti luoghi diversi, dall’Islanda alla Russia fino a Scandicci, ma che è cresciuta a Sassuolo, dove è stata fino al 2021.
Il suo passaggio in posto quattro (per intenderci non più nel ruolo di Egonu ma in quello di Sylla), è una piccola rivoluzione, perché se funzionasse – come per altro è successo nelle prime gare anche se ovviamente ci vuole tempo, anche mentale perché i movimenti, il corpo e i colpi si sviluppino rispetto al ruolo –consentirebbe di vedere in campo insieme Paola & Kate, cioè una coppia d’attacco potenzialmente devastante. Intanto nelle prime due gare, con Turchia e Polonia, Antropova ha mostrato una discreta tenuta alla pressione in ricezione, realizzando 22 punti con la Turchia (“Felicissima di aver iniziato questo percorso”, ha detto dopo il debutto) e 20 con la Polonia.

Poi c’è Linda Manfredini, 20 anni, già campione del mondo con l’Under 21, migliore del torneo chiuso battendo anche la Polonia, dopo Serbia e Turchia: è di Modena e ha fatto i primi muri alla scuola Anderlini, come Gaia Giovannini, di San Giovanni in Persiceto nel Bolognese, e anche lei passata di lì. Dalila Marchesini, centrale ventenne, è nata a Varese ma è cresciuta in Romagna: «A 5 anni – ha raccontato – mi sono trasferita con la famiglia prima a Riccione e poi a Rimin. A 14 anni sono andata alla Anderlini di Modena e qui mi sono formata». Infine Josephine Obossa, classe 1999 opposta nata a Napoli, è passata per l’Academy di Sassuolo. Insomma se la prossima stagione non ci saranno club della regione nella massima serie, la produzione di talenti continua a passare lungo la via Emilia.
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