contributi fino a 65mila euro per progetto

Un milione di euro per sostenere i servizi di doposcuola in Friuli Venezia Giulia e aiutare le famiglie a conciliare i tempi del lavoro con quelli della cura dei figli. È online il nuovo bando regionale rivolto agli enti del Terzo settore, chiamati a presentare progetti di attività extrascolastiche per bambini e ragazzi. “Investiamo in servizi che rispondono a un’esigenza concreta delle famiglie”, spiega l’assessore regionale al Lavoro, istruzione e famiglia, Alessia Rosolen. “Il doposcuola non è soltanto un luogo in cui svolgere i compiti, ma uno spazio nel quale bambini e ragazzi possono sviluppare autonomia, motivazione allo studio e relazioni positive. È anche uno strumento che aiuta i genitori a conciliare i tempi della cura con quelli del lavoro”.
Un sistema di aiuti per le famiglie
Il nuovo stanziamento si aggiunge ai contributi già previsti dalla Regione per i Comuni, destinati ai servizi integrativi per bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni. Per queste attività sono già stati messi a disposizione 2 milioni di euro per il biennio 2026-2027. “La misura si integra con i contributi destinati ai Comuni per i servizi integrativi rivolti ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 14 anni, per ampliare il tempo scuola e sostenere le famiglie”, spiega Rosolen. “Con il sostegno ai Comuni e, attraverso il Terzo settore, ai servizi di doposcuola, costruiamo un sistema complementare di opportunità, vicino alle esigenze concrete dei territori”.
Come dovranno funzionare i doposcuola
I progetti finanziabili dovranno prevedere attività extrascolastiche in presenza, finalizzate a sostenere l’autonomia nello svolgimento dei compiti, la motivazione allo studio e il percorso scolastico. Potranno essere organizzate attività di supervisione dei gruppi, aiuto compiti e interventi rivolti a bisogni specifici. Saranno possibili anche attività ricreative e di socializzazione, purché complementari e non prevalenti rispetto a quelle educative. Particolare attenzione sarà riservata alla qualità dei servizi e alla capacità di costruire una rete sul territorio. I progetti dovranno garantire ambienti di studio adeguatamente attrezzati, un rapporto costante con le famiglie e la collaborazione con le istituzioni scolastiche frequentate dai bambini e dai ragazzi.
Almeno 30 settimane di attività
I servizi dovranno avere una durata di almeno 30 settimane nel periodo compreso tra il primo ottobre 2026 e il 30 settembre 2027, con almeno 8 ore settimanali distribuite su un minimo di due giornate. Ogni gruppo dovrà essere composto da almeno 10 iscritti. Dovrà inoltre essere garantita la presenza di almeno un tutor per le attività didattiche e di un operatore per la sorveglianza e l’assistenza ogni 20 bambini e ragazzi, oltre a un coordinatore di riferimento. Regole più flessibili sono previste per i territori meno popolati. Nei Comuni con meno di 2mila abitanti e in quelli compresi nella Strategia nazionale delle Aree interne 2021-2027, il numero minimo di iscritti potrà infatti scendere a cinque. “Abbiamo mantenuto standard di qualità elevati, prevedendo però condizioni più flessibili per i territori fragili e meno popolati”, sottolinea Rosolen. “Anche nei piccoli Comuni dobbiamo garantire servizi educativi di prossimità. La dimensione demografica non può diventare un ostacolo all’accesso alle opportunità per le famiglie”.
Contributi fino a 65mila euro
Il contributo regionale sarà di 250 euro per ogni settimana di attività e per ciascun gruppo formato da almeno 10 bambini e ragazzi, fino a un massimo di 65mila euro per progetto. È previsto anche un contributo aggiuntivo di 10 euro per ogni ora di affiancamento da parte di tutor dedicati agli utenti con disabilità certificata, fino a un massimo di 15mila euro. Il finanziamento regionale non potrà comunque superare il 90 per cento della spesa ammissibile. Possono partecipare al bando gli enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), con sede legale o secondaria in Friuli Venezia Giulia.
Domande entro il 25 settembre
Le domande potranno essere presentate fino alle ore 12 del 25 settembre 2026 esclusivamente attraverso il sistema Istanze Online, con accesso tramite Spid, Cie o Cns. Per supportare gli enti interessati nella presentazione delle richieste, la Regione organizzerà inoltre un webinar informativo il 3 settembre alle 10, dedicato ai contenuti del bando, ai requisiti, alle modalità di compilazione e agli adempimenti necessari per l’invio della domanda. “Con questo investimento mettiamo al centro le esigenze quotidiane delle famiglie”, conclude Rosolen. “Vogliamo servizi qualificati, accessibili e vicini ai territori, capaci di sostenere il benessere di bambini e ragazzi e, allo stesso tempo, di rendere più sostenibile per i genitori l’organizzazione dei tempi familiari e lavorativi”
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