Toscana

Comanducci parla di giovani. Ma nel 2017 era assessore e sappiamo com’ è andata


L’apertura ai giovani e il futuro di Arezzo tornano al centro del dibattito politico in vista delle prossime elezioni comunali. Andrea Talanti, candidato consigliere comunale con la lista Noi per Domani a sostegno di Marco Donati sindaco, riflette sulla reale attenzione delle istituzioni verso le nuove generazioni attraverso la sua esperienza personale. Di seguito il suo intervento.

“Dal punto di vista di un under 30 che ha scelto di riabbracciare con grande amore e fiducia la propria città dopo anni passati fuori Arezzo causa studio, è sempre piacevole sentir parlare così tanto di giovani e della loro importanza nel periodo di campagna elettorale. È però curioso come a innalzare la bandiera del “futuro di questa città” sia il centrodestra aretino, che eppure negli ultimi dieci anni di occasioni per valorizzare i cittadini più giovani ne avrebbe avute: citando me stesso, senza voler includere l’esperienza di altre persone che potrebbe essere stata differente dalla mia, il primo pensiero va al 2017, quando ben oltre mille giovanissimi studenti aretini mi scelsero come Sindaco degli Studenti.

 

Un’esperienza che avrebbe potuto portare quanto meno una visione differente della città sotto gli occhi dell’amministrazione comunale, e questo non certo a mio merito, ma in quanto espressione di un piccolo consiglio comunale comunque composto da 32 ragazzi brillanti e appassionati, che sicuramente avrebbero potuto contribuire con idee e spunti alla discussione politica generale.

Peccato che quell’esperienza si sia conclusa in un nulla di fatto: una seduta di confronto con l’allora presidente del consiglio comunale (se non sbaglio ora in quota Fratelli d’Italia), una riunione del Consiglio degli Studenti al cospetto dell’allora sindaco e vicesindaco, un atto di indirizzo (chiaramente non vincolante) approvato all’unanimità in materia — indovinate un po’ — di cultura e turismo, che avrebbe impegnato il comune a realizzare una serie di mappe interattive capaci di valorizzare l’interesse artistico, culturale e storico dei luoghi di maggior interesse della nostra città. Una proposta che non solo a noi giunta, ma a tutto il consiglio, sembrava realizzabile e al passo con i tempi, un piccolo passo di apertura all’innovazione e internazionalizzazione della nostra Arezzo.

Opinione condivisa dall’allora assessore al turismo Marcello Comanducci, oggi candidato a sindaco per la coalizione di centrodestra, che intervenne positivamente in materia impegnandosi a portare avanti l’iniziativa.

Peccato che quel primo consiglio — che, ci tengo a specificare, non avevamo la facoltà di convocare autonomamente — rimase poi alla storia come l’ultimo Consiglio degli Studenti, esperienza morta sul nascere senza più contatti o spiegazioni. Chiaramente, anche quell’impegno preso in materia di turismo rimase lettera morta, un peccato se si pensa allo storico impegno di Comanducci sul tema dell’innovazione.

Ma ciò che più dispiace, al di là di un’amarezza a livello personale che spero riterrete giustificata, è l’occasione persa per Arezzo, che avrebbe potuto mettere in piedi un organo stabile e ciclico capace di dare slancio al mondo giovanile aretino.

Dalla mia parte, pur non condividendo una virgola di quanto fatto negli ultimi anni da un’amministrazione che, non avendo mai fatto segreto della mia estrazione di centrodestra, avrebbe dovuto e potuto in parte rappresentarmi, spero vivamente che questo continuo parlare di giovani sia segnale di un rinnovato interesse per l’argomento, e non solo uno slogan adatto a ogni tipo di elezione: sarebbe un peccato scherzare con il futuro”.

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