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Cinà, a Parigi il giorno più bello


Quando dicono a Federico Cinà che è lui il primo maschio classe 2007 a essersi intestato il successo in un match a livello di slam, sorride e basta. Non è ancora il tempo dei record per “Pallino”, soprannome che gli hanno dato prima che nascesse per una faccenda di ecografie. Intanto deve elaborare, a 19 anni, 1 mese e 24 giorni, che l’eliminazione al primo turno del Roland Garros di un veterano di 211 centimetri come Reilly Opelka è un’impresa memorabile, della quale deve segnarsi sul suo quadernino il giorno, l’ora e il luogo precisi, ossia domenica 24 maggio 2026 alle ore 18.20 sul campo numero 6. Poi deve cominciare a concentrarsi per la sua quinta partita al Roland Garros in dieci giorni: tornerà probabilmente in campo mercoledì, contro l’anzianissimo (per lui che lo guardava “da bambino alla televisione, a casa”, dice) Stan Wawrinka, classe 1985, o il lucky loser olandese Jesper de Jong, dopo le tre vinte nelle qualificazioni e quella di oggi.

Il percorso di Pallino comincia lunedì 18, quando regola con ordine e personalità il giapponese Yosuke Watanuki (6-4 6-4), poi domina l’ex eterna promessa (mancata) australiana Bernard Tomic con un netto 6-2 6-4, infine completa l’opera con il canadese Alexis Galarneau, battuto per 5-7 6-2 7-5 dopo quasi tre ore di lotta. Il punteggio di oggi, 3-6 6-4 6-2 6-7 6-4, è self-explaining, ma a scaldare i cuori, oltre all’aria bollente (almeno 32 gradi), e ad alzare il volume dei cori nel piccolo stadio sotto il maestoso Philippe-Chatrier è la rimonta nel decimo game dell’ultimo set. Va così. Al servizio sul 5-4, Federico si trova sotto 0-40, in parte perché non riesce a contrastare le risposte fulminanti del gigante del Michigan cresciuto tennisticamente in Florida, in parte perché spaventato dall’occasione che sembra sfuggirgli. “A quel punto non mi sono fatto distrarre, né prendere dal panico”, spiegherà nella sua prima conferenza stampa da professionista, che si merita la seconda sala dell’area media del torneo. “Sono rimasto focalizzato, ho pensato solo a giocare al meglio ogni punto”, e così piazza cinque quindici consecutivi che segnano una tappa d’eccezione nella sua brevissima carriera. Di sicuro, nella borsa valori del tennis risulta sottodimensionato l’attuale posizionamento a quota 238 del live ranking mondiale.

Ci piace altrettanto l’infinita prova serale di Lorenzo Sonego (4 ore e 10 minuti) nel più ecosostenibile impianto di tutti gli slam, la Court Simonne Mathieu, tra piante tropicali e serre secolari. Opposto al beniamino di casa Pierre-Hugues Herbert, 35 anni e cinque slam di doppio vinti in carriera, Lollo sembra ritrovare la qualità di gioco e la grinta di qualche stagione fa. Nel quarto set, ritrovatosi presto sotto, sceglie evidentemente di puntare sull’ultimo parziale, che lo vede presto in fuga. Herbert però recupera e solo un colpo di reni all’ultima occasione di fare break manda avanti il torinese, che ora ha nell’angolo Vincenzo Santopadre. Il match finisce a mezzanotte passata: 7-6 5-7 6-2 1-6 6-4. Il problema sarà recuperare le forze dopo la maratona nel caldo della notte quasi tropicale.

In contemporanea, sul centrale sono tutti lì ad aspettare che il redivivo Flamma, il vecchio gladiatore venuto dall’est, celebre per aver rifiutato quattro volte la rudis, il bastone della liberazione dalla schiavitù, venga decapitato da Memnone l’Etiope, uno dei giovani combattenti più temuti. Invece no. Novak Djokovic delude i quindicimila spettatori serali della Court Philippe-Chatrier: combatte contro l’età, 39 anni compiuti pochi giorni fa, e contro Giovanni Mpetshi Perricard, 22 anni, e, ceduto il primo set di adattamento al clima del Colosseo parigino (5-7), usa nervi ed esperienza per restituire il maltolto nel secondo (7-5). Poi dilaga (6-1 6-4). Nole c’è, dunque, e chi temeva che il torneo perdesse l’ultimo baluardo antisinneriano può guardare ai prossimi turni con speranza. Il suo prossimo avversario sarà un altro francese, anzi parigino, Valentin Royer, 24 anni.

Intanto noi sinneriani in trasferta al Bois de Boulogne, nell’attesa del Suo debutto di martedì, ammazziamo il tempo seguendo le prove di altri italiani. Lucia Bronzetti esce subito di scena, sconfitta da Marie Bouzkova con un netto 6-3 6-1 in poco più di un’ora sul campo numero 6. La riminese è arrivata nel main draw dalle qualificazioni, e la stanchezza si vede: tiene il ritmo nel primo set, poi nel secondo scivola fino all’1-5 senza più margine per rientrare. Al suo quinto Roland Garros consecutivo, anche stavolta non riesce a superare il primo turno.

Anche Mattia Bellucci saluta Parigi. Il mancino di Busto-Castellanza, numero 73 ATP, cede al francese Quentin Halys 6-3 7-6 6-3 in due ore e mezza, sul campo numero 7. La sua terza partecipazione allo slam sulla terra rossa coincide con la terza uscita all’esordio: nel 2024 si arrese al quinto set contro Frances Tiafoe dopo essere stato avanti due set a uno, un anno fa cadde in quattro contro Jack Draper. Stavolta il sorteggio sembrava persino benevolo, con un avversario sceso al numero 88 ATP dopo aver toccato la posizione 46 un anno fa.

Approdato a Parigi sull’onda del terzo turno di Roma, Mattia era convinto di poter fare bene. Speriamo non si vaporizzi la sua sensazione, dichiarata più volte in questi giorni, di essere stabilmente al livello dei Top 50.


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