Piemonte

Calci, pugni e orecchio mozzato: coppia gay aggredita nel centro di Torino


Prima i calci e gli spintoni a una coppia omosessuale, a pochi passi da piazza Solferino. Poi il morso che ha strappato l’orecchio sinistro a uno dei due, sfregiandolo in modo permanente: «Mentre lo faceva, urlava “Hai capito frocio di merda? Così impari”» ha raccontato la vittima, un 37enne di origine romena che ha subito tutto questo la notte tra il 12 il 13 giugno 2023. E nelle scorse settimane, a distanza di tre anni, sono arrivati una condanna e a due rinvii a giudizio dopo l’inchiesta per i reati di rissa, lesioni personali e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso: uno degli imputati ha scelto il rito abbreviato e il gip Antonio Serra Cassano gli ha inflitto una pena di due anni, cinque mesi e dieci giorni. E il 9 febbraio comincerà il processo per gli altri due, difesi dagli avvocati Vittorio Pesavento, Francesco Pesavento, Diana Oliva e Clara Pozzo. Ma restano ancora degli aspetti da chiarire, visto che resta da definire se i tre imputati e la coppia omosessuale debbano essere processati per rissa.

Dopo l’aggressione del 2023, in effetti, c’erano incongruenze nei racconti tra i protagonisti della lite finita nel sangue in via Amendola, nel pieno centro di Torino. A rendere pubblica la versione di Marco e Luca (nomi di fantasia), era stata l’associazione Gay centre, cui i due si erano rivolti per ottenere supporto psicologico e legale: «Era l’una di notte quando ci hanno accerchiati senza ragione davanti al portone del nostro palazzo – avevano denunciato i due uomini, 37 e 56 anni –. Quei ragazzi ci avevano puntato nei giorni precedenti: quando passavamo in strada ci deridevano perché omosessuali e ci dicevano a gesti che ci avrebbero tagliato l’orecchio». Finché la notte del 13, questa minaccia è diventata realtà: grazie alle telecamere, i carabinieri hanno ricostruito che Marco e Luca sono stati “colpiti con dei calci, strattonati, spinti a terra e presi per la gola” per buttarli a terra. Negli atti dell’inchiesta si legge poi che uno degli aggressori si è seduto “di peso” sopra il 37enne “per non permettergli di rialzarsi, tenendogli ferma la testa e premendogliela a terra per poi mordergli l’orecchio sinistro, asportandogliene una porzione”: «Gridavamo disperati, ma nessuno si è affacciato e ci è venuto ad aiutare» aveva raccontato la coppia.

Dopo aver chiamato il 112, Marco e Luca sono finiti all’ospedale Mauriziano e hanno riportato prognosi di 7 e 20 giorni. Poi si sono rivolti ai carabinieri per denunciare quello che avevano subito, finendo indagati anche loro per una presunta rissa scoppiata prima dell’aggressione finita nel sangue: secondo l’accusa, le vittime delle lesioni avrebbero discusso con un senzatetto che bivaccava a due passi dall’ingresso dei palazzi e gli altri uomini sarebbero intervenuti per difenderlo. Su questo antefatto le indagini sono ancora in corso mentre il giudice ha messo un punto fermo su quello che è successo dopo, a partire dal morso all’orecchio che ha provocato uno sfregio permanente sul viso del 37enne di origine romena.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »