Lazio

bonifica dei rifiuti interrati e caccia ai responsabili

«L’emergenza si è conclusa, adesso scatta il momento della bonifica e delle responsabilità». Con queste parole la presidente del Municipio IX, Titti Di Salvo, e l’assessore all’Ambiente, Augusto Gregori, hanno fatto il punto al termine della Commissione II Urbanistica, Ambiente e Rifiuti, convocata per esaminare le conseguenze del rogo divampato lo scorso 26 luglio nell’area tra via Laurentina e Vallerano.

Un tavolo di confronto ampio che ha visto sedere fianco a fianco Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Asl Roma 2, Arpa Lazio, Polizia Locale, Gabinetto del Sindaco ed i Comitati di Quartiere di Vallerano, Papillo e Fonte Laurentina.

Analisi rassicuranti ed inizio della «Fase due»

Dopo il dichiarato fine emergenza siglato dai Vigili del Fuoco il 17 agosto, i riflettori si sono concentrati sulle verifiche ambientali.

I rilievi condotti da Arpa sulla qualità dell’aria ed i campionamenti specifici effettuati dalla Asl per scongiurare la presenza di fibre d’amianto — con particolare attenzione agli edifici scolastici del perimetro — hanno fornito riscontri confortanti.

Incamerati i dati sulla salute pubblica, le istituzioni locali hanno aperto la seconda fase dell’intervento, focalizzata sulla discarica abusiva sottosuperficiale riemersa a seguito del rogo.

Trattandosi di terreni di proprietà privata, il Municipio ha avviato le procedure d’intimazione verso i titolari degli immobili per procedere al ripristino dei luoghi, sollecitando al contempo un’analisi di caratterizzazione del suolo e del sottosuolo per mappare con esattezza la tipologia ed il volume dei rifiuti interrati.

Il fronte giudiziario e l’ombra dell’ecomafia

Parallelamente all’azione amministrativa, spetterà alla magistratura accertare gli eventuali profili di responsabilità penale.

Il Municipio IX ha inoltre investito della vicenda la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, rinnovando una sinergia istituzionale già sperimentata nel dossier di Largo Jacovitti.

«Non ci troviamo di fronte ad un fenomeno improvvisato», ha ricordato la presidente Di Salvo, rievocando la seduta straordinaria di Consiglio organizzata lo scorso 16 aprile sul contrasto ai reati ambientali.

L’obiettivo, ribadiscono dai vertici di via Silone, è spezzare la filiera criminale del traffico illecito di rifiuti attraverso la forza della trasparenza, dei dati analitici e dell’azione giudiziaria, senza cedere a procurati allarmismi ma affrontando la piaga del degrado con rigore istituzionale.

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