Calabria tra onde di calore e siccità. Allarme Mediterraneo: è un brodo
L’estate è appena iniziata sul calendario astronomico ma il Mediterraneo mostra già da settimane i segni di una stagione estrema. Le mappe meteorologiche raccontano di una lunga ondata di calore destinata a spostarsi progressivamente verso Sud, mentre il mare accumula energia e le città calabresi si preparano a giornate sempre più torride. Non è soltanto la cronaca di settimane roventi. È il riflesso di una trasformazione climatica che corre più veloce delle previsioni. Il 2025 è stato classificato, a seconda dei dataset considerati, come il secondo o il terzo anno più caldo delle rilevazioni moderne. Una traiettoria che gli scienziati osservano con crescente preoccupazione soprattutto in territori fragili come la Calabria.
«Assistiamo in questi ultimissimi anni a un incremento delle anomalie termiche che prima riguardavano soltanto i mesi estivi», spiega il professor Fabio Scarciglia, studioso dei cambiamenti climatici attuali e del passato, nonché docente di Scienze Geologiche per la Gestione dei Rischi Ambientali e delle Georisorse all’UniCal. «Oggi quelle stesse anomalie compaiono anche nei periodi che dovrebbero essere più freschi, contribuendo al surriscaldamento dell’atmosfera e delle masse marine»
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