Lazio

uno finisce in ospedale con una coltellata

Urla nel buio, poi il rumore delle sirene della Polizia di Stato che squarcia il silenzio della mezzanotte. Il quartiere Magliana torna così a trasformarsi nello scenario di una brutale aggressione.

Un’apparente rissa si è trasformata, nel giro di pochi istanti, in un attacco di gruppo: il bilancio è di due uomini feriti – uno dei quali trafitto da una profonda coltellata alla schiena – e una scia di interrogativi che i poliziotti stanno cercando di isolare per dare un volto ai componenti del branco.

Il teatro del raid è il quadrante compreso tra via dell’Impruneta e l’area verde di parco Stella, un fazzoletto di terra che da anni oscilla tra la voglia di riscatto dei residenti e improvvise fiammate di violenza urbana.

Quando la prima pattuglia della Polizia di Stato ha fatto irruzione nella zona, il gruppo degli assalitori si era già dileguato, lasciando sul selciato le due vittime sanguinanti.

L’agguato al chiosco: sangue sul marciapiede

A subire il pesante pestaggio sono stati due cittadini stranieri: un colombiano di 46 anni e un peruviano di 25. Ascoltati a caldo dagli investigatori, i due hanno fornito una versione identica e agghiacciante: mentre si trovavano nei pressi di un chiosco della zona, sono stati improvvisamente circondati, isolati e aggrediti da un fitto capannello di persone.

Le conseguenze dello scontro sono state pesanti:

Il 46enne colombiano: È il ferito più grave. Raggiunto da un fendente profondo alla schiena, è stato soccorso dal 118 e trasportato d’urgenza in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo. I medici lo tengono sotto stretta osservazione, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Il 25enne peruviano: Ha riportato un forte trauma cranico ed ecchimosi diffuse sul volto e sulla testa, frutto di colpi inferti probabilmente con un oggetto contundente o una spranga. È stato ricoverato all’ospedale Sant’Eugenio.

Il rebus del movente e la rabbia delle istituzioni

Al momento l’arma del delitto non è stata trovata: sul selciato non sono comparsi coltelli o bastoni, un dettaglio che rende i rilievi scientifici ancora più complessi.

Gli investigatori della Polizia non escludono alcuna pista: dalla rissa degenerata per futili motivi e sotto l’effetto dell’alcol, fino al regolamento di conti o a una frizione legata al controllo del territorio.

Sulla vicenda è intervenuto duramente anche il presidente del Municipio XI, Gianluca Lanzi:

«Si tratta di un episodio di inaudita gravità che ferisce la nostra comunità. Auspico che le forze dell’ordine facciano rapida luce sulla dinamica e portino quanto prima all’identificazione dei responsabili. Non possiamo tollerare zone d’ombra nel nostro territorio».

L’ombra del degrado: il caso dell’ex scuola “8 Marzo”

La violenza di via dell’Impruneta non nasce in un vuoto isolato, ma si inserisce in un quadrante cittadino dove i residenti denunciano da tempo una strisciante situazione di abbandono, legata soprattutto al racket delle occupazioni abusive.

Il pensiero dei comitati di quartiere va immediatamente all’ex scuola 8 Marzo, uno scheletro di cemento comunale abbandonato da anni dopo il naufragio di un progetto di riconversione e trasformato in un fortino dell’illegalità.

Insieme all’ex istituto, molti altri alloggi sfitti o immobili industriali dismessi della Magliana sono finiti nel mirino di occupanti abusivi e centrali dello spaccio.

La Polizia sta scavando proprio in questi ambienti marginali per capire se l’agguato al chiosco sia la spia di una nuova e pericolosa faida sotterranea per il controllo delle piazze del quartiere.

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