Lazio

Stranezze di città, ​il rumore dei ricordi in un cassetto vuoto

Siamo qui a svuotare la casa di una anziana che non c’è più. Non stiamo svolgendo un lavoro di sgombero ma è un “viaggio”nella memoria di una vita passata. Non siamo qui a riempire scatoloni o bustoni di plastica, siamo qui a decidere cosa tenere e cosa buttare. 

Siamo qui a sfogliare un album fotografico di un tempo passato: una vecchia ricevuta, un vestito consumato, le scarpe quasi nuove, una tazzina sbreccata, frammenti di vita vissuta. 

Passano davanti ai nostri occhi decenni di respiri, abitudini e silenzi…. riposti nei vari cassetti degli armadi

Riempiamo i sacchi della spazzatura e ci chiediamo se sia giusto gettare via quel pezzo di plastica o quel vecchio appunto scritto su una scatola di cartone. 

Chiediamo ad “Alexa, che abbiamo portato con noi,  di farci ascoltare ​”La storia” di Francesco De Gregori. Risuona la voce del cantautore, ci ricorda che ​”la storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.”

Continuiamo a gettare gli oggetti, ma non cancelliamo quella la  vita che è andata via. Svuotiamo una casa gia vuota, ma come ultimo atto d’amore e di rispetto.

Intanto ascoltiamo, meditando, i versi della canzone di De Gregori.

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso
Siamo noi questo prato di aghi sotto al cielo
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare

E poi ti dicono:
“Tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti
a restare chiuso in casa, quando viene la sera

Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone
La storia entra dentro le stanze e le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi,
siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere.

E poi la gente (perché è la gente che fa la storia),
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare:
quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare;
Ed è per questo che la storia dà i brividi,
perché nessuno la può fermare.

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli
Siamo noi, bella ciao, che partiamo
La storia non ha nascondigli, la storia non passa la mano
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

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