Occhiuto lancia in Calabria il Social Taxi: «Così portiamo gli over 65 alle visite e riduciamo le liste d’attesa»
«Il social taxi è una iniziativa appena partita in Calabria. Dà la possibilità ai cittadini che hanno più di 65 anni di poter essere accompagnati per fare una visita o per prenotarla al cup che sia distante più di 20 chilometri». E’ l’innovativo progetto presentato oggi dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto al Centro Studi Americani di Roma nell’ambito di un dibattito patrocinato dall’American Chamber of Commerce in Italy che ha avuto per tema «Il coraggio di innovare».
Il confronto con Uber e il progetto calabrese
Occhiuto ha dialogato con Tony West, senior vice president e chief legal officer di Uber, già alto funzionario del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti durante la presidenza Obama, considerato una delle figure più autorevoli del mondo tecnologico e legale americano.
Il servizio del social taxi, interamente finanziato dalla Regione con risorse del Fondo sociale europeo – ha spiegato Occhiuto – «aggiunge un tassello importante al percorso di innovazione dei servizi sanitari regionali; prevede che il cittadino riceva una macchina a casa che lo accompagnerà, lo aspetterà mentre fa la visita e lo riporterà a casa.
«Avviciniamo i cittadini agli ospedali»
E’ un modo – ha osservato il governatore calabrese – anche per smaltire le liste d’attesa perchè a volte le prestazioni sono disponibili ma troppo lontane dai domicili di chi quelle prestazioni richiede. In questo modo avviciniamo i cittadini agli ospedali calabresi, agli ambulatori e lo possiamo fare avendo liberalizzato il mercato del trasporto a domanda e avendo dimostrato che le liberalizzazioni non servono tanto alle imprese che operano nel mercato – ha proseguito Occhiuto – ma servono a fare del mercato lo strumento per avvicinare i cittadini anche ai servizi pubblici come nel caso del social taxi».
Il tema delle riforme e delle liberalizzazioni
Occhiuto ha poi sottolineato che «liberalizzare, liberarsi dalle incrostazioni delle corporazioni non è mai popolare. Qualcuno teme di perdere qualche voto, ma siccome è giusto, poi diventa popolare. Vorrei che questo coraggio fosse più praticato nella politica italiana, perchè per fare le riforme ci vuole sempre coraggio: le riforme sono una rottura con il passato, una rottura con molte corporazioni che tengono in ostaggio il mercato e, tenendo in ostaggio il mercato tengono in ostaggio i cittadini rispetto ad alcuni servizi. Serve coraggio, ma fare le riforme liberali è un investimento, perchè quel coraggio poi paga in termini di popolarità, anche se a lungo termine».
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