Arpa conferma l’allerta rossa, picchi fino a 39°C
TORINO – Il Piemonte resta stretto nella morsa dell’ondata di calore che ormai da giorni interessa tutta la regione. I nuovi bollettini pubblicati da Arpa Piemonte confermano il persistere di condizioni di forte disagio bioclimatico, con livelli di allerta elevati e temperature ben al di sopra delle medie stagionali.
Secondo le ultime previsioni, l’espansione di un robusto anticiclone di origine nordafricana continua a mantenere stabile il quadro meteorologico, con giornate caratterizzate da sole diffuso, afa crescente e notti sempre più difficili da affrontare per il mancato raffrescamento notturno.
Allerta caldo: livelli elevati e disagio prolungato
Il sistema di monitoraggio di Arpa segnala il mantenimento di condizioni di allerta per ondata di calore, con livelli che in diverse fasi della settimana hanno raggiunto le soglie più alte della scala di rischio.
In particolare, nelle aree urbane come Torino e nei principali centri di pianura, il disagio bioclimatico è stato classificato su livelli elevati e persistenti, indicativi di condizioni potenzialmente critiche per le fasce più fragili della popolazione, come anziani, bambini e soggetti con patologie croniche.
Temperature estreme: fino a 39°C in Piemonte
Il dato più rilevante riguarda le temperature massime previste e osservate nel corso dell’ondata di calore con picco atteso tra fine settimana e inizio della prossima fase, con punte fino a 36–38°C. In alcuni scenari locali, soprattutto nelle aree interne più lontane dalla ventilazione, si possono raggiungere anche 39°C. Ad Alessandria la situazione più critica.
Anche le temperature minime restano elevate, spesso sopra i 20°C nelle aree urbane, dando origine alle cosiddette “notti tropicali”, che riducono ulteriormente il recupero termico e aumentano il disagio.
Torino e pianure: caldo record e notti tropicali
Nel Torinese la situazione risulta particolarmente critica per effetto dell’isola di calore urbana. Le previsioni indicano valori prossimi ai 38°C nelle ore centrali delle giornate più calde, con condizioni di afa persistente anche nelle ore serali.
L’assenza di raffrescamento notturno contribuisce a mantenere elevati i livelli di stress termico, con effetti che si protraggono per più giorni consecutivi.
Un’ondata lunga e strutturata
Arpa sottolinea come non si tratti di un picco isolato, ma di una fase prolungata di caldo intenso, legata alla persistenza dell’anticiclone subtropicale. Questa condizione determina:
- accumulo progressivo del calore nei centri urbani;
- aumento delle temperature minime;
- riduzione del benessere bioclimatico generale;
- maggiore esposizione al rischio per le fasce vulnerabili.
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