Piemonte

all’Asl Città di Torino eseguito un intervento di termoablazione dei miomi in ambulatorio

TORINO – Un importante passo avanti per la sanità piemontese e, in particolare, per la salute femminile. Per la prima volta in Piemonte, nella sala operatoria della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’ASL Città di Torino, è stato eseguito un intervento di miolisi uterina, ovvero la termoablazione dei miomi uterini, in un contesto completamente ambulatoriale.

Si tratta di una delle tecniche mini-invasive più innovative oggi disponibili per il trattamento del mioma uterino, un tumore benigno molto diffuso che si sviluppa nella parete dell’utero e che può causare sintomi anche importanti, come sanguinamenti abbondanti, dolore pelvico e problemi di fertilità.

La novità

La grande novità consiste nel fatto che, in casi selezionati, questa procedura permette di trattare il problema senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e senza necessità di ricovero ospedaliero. L’intervento viene infatti eseguito con la paziente vigile, in regime ambulatoriale, e prevede la dimissione dopo poche ore.

I vantaggi sono evidenti: tempi di recupero più rapidi, minore impatto fisico ed emotivo per le pazienti e un miglioramento dell’efficienza del sistema sanitario.

Cos’è la miolisi interstiziale?

La miolisi interstiziale, nota anche come termoablazione, utilizza energia termica per provocare la necrosi coagulativa delle lesioni. In altre parole, il calore agisce direttamente sui miomi, sui fibromi uterini o su eventuali focolai di adenomiosi, senza doverli rimuovere chirurgicamente.

Pur non sostituendo tutte le procedure ginecologiche oggi disponibili, questa tecnica rappresenta un’opzione terapeutica efficace per pazienti con miomi sintomatici di piccole e medie dimensioni, localizzati in sedi accessibili per via isteroscopica, cioè attraverso una piccola telecamera introdotta per via naturale e sotto guida ecografica.

I risultati dell’intervento vengono monitorati circa un mese dopo la procedura, valutando sia la riduzione del volume della lesione sia il miglioramento dei sintomi riportati dalla paziente.

L’introduzione della miolisi si inserisce all’interno del percorso integrato dedicato alle pazienti con infertilità sviluppato dalla PMA dell’ASL Città di Torino. La presenza di miomi o fibromi uterini riguarda infatti tra il 10% e il 15% delle donne che affrontano problemi di fertilità e può rappresentare un ostacolo nei percorsi di fecondazione assistita.

La soddisfazione

Con questo nuovo traguardo, l’ASL Città di Torino rafforza ulteriormente il proprio ruolo come punto di riferimento nell’innovazione clinica dedicata alla salute della donna.

«Disporre di una tecnica come la termoablazione consente, nei casi selezionati, di trattare tempestivamente il mioma senza incidere sui tempi, già delicati, del percorso riproduttivo», spiega Claudio Castello, direttore della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita. «Questo significa offrire alle nostre pazienti una risposta rapida, meno invasiva e compatibile con l’avvio dei trattamenti di PMA, migliorando complessivamente la gestione clinica di tutto il percorso».

Soddisfazione anche da parte della direzione generale. «Questo primo intervento in ambito regionale conferma il ruolo dell’Asl Città di Torino come punto di riferimento nell’innovazione clinica e organizzativa», sottolinea Carlo Picco. «La possibilità di eseguire trattamenti efficaci in regime ambulatoriale rappresenta un passo concreto verso una sanità sempre più centrata sulla persona e sostenibile anche dal punto di vista economico, con una significativa riduzione dei tempi di degenza e dei costi per il sistema sanitario».

Anche la Regione Piemonte guarda con favore a questo risultato. «L’introduzione di questa tecnica rappresenta un importante passo avanti nella tutela della salute femminile e nei percorsi dedicati all’infertilità», afferma Federico Riboldi, assessore alla Sanità. «Offrire alle pazienti trattamenti sempre meno invasivi, con tempi di recupero più rapidi e senza necessità di ricovero significa migliorare la qualità dell’assistenza e rendere più accessibili i percorsi di cura».

Un traguardo che segna un ulteriore passo nella modernizzazione della sanità pubblica piemontese, sempre più orientata verso cure personalizzate, tecnologie innovative e percorsi assistenziali centrati sui bisogni delle pazienti.

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