Veneto

anziana derubata in casa, l’uomo fermato in treno

Il pomeriggio del 3 agosto una coppia di anziani di Mestre è rimasta vittima di una truffa messa in scena da falsi appartenenti alle forze dell’ordine. Poco dopo le 16.25 la vicenda è emersa quando un uomo, in evidente stato di agitazione, si è rivolto a una pattuglia della Polizia Locale in Piazza Ferretto chiedendo indicazioni per raggiungere una presunta stazione dei Carabinieri.
L’anziano ha raccontato agli agenti di essere stato chiamato al telefono fisso da chi si era qualificato come carabiniere, il quale gli aveva intimato di recarsi subito in via Palazzo — un indirizzo che in realtà non esiste — perché la sua carta d’identità sarebbe stata clonata e utilizzata per una rapina a una gioielleria di Treviso.

Gli agenti, riconoscendo i segnali tipici della cosiddetta truffa del finto carabiniere, hanno immediatamente accompagnato l’uomo a casa per verificare la situazione e, se possibile, intercettare eventuali complici. Al loro arrivo hanno trovato la moglie novantenne fortemente scossa: poco prima alla donna si era presentato alla porta un uomo che aveva detto di dover ritirare i gioielli per sottoporli a verifiche, sostenendo che fossero provento di furto.

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Convinta dall’urgenza e dall’autorità apparente della messinscena, la signora ha consegnato all’uomo tutti i preziosi che custodiva in casa. Il malfattore si è così allontanato prima del rientro del marito insieme agli agenti della Polizia Locale.

Determinante, a quel punto, per ricostruire i movimenti del sospetto è stata la collaborazione con il servizio radiotaxi di Mestre. La centrale taxi ha confermato di aver trasportato un uomo e una donna dalla zona immediatamente vicina all’abitazione degli anziani fino alla stazione di Mestre. Questa traccia ha poi condotto gli inquirenti oltre i confini della città.

L’uomo è stato intercettato in treno dalla Polfer di Bologna. A bordo del convoglio gli agenti hanno trovato una consistente quantità di refurtiva, ritenuta provento di più azioni illecite. Lavorando in sinergia, la Polfer e la Polizia Locale hanno poi ricostruito il collegamento con il furto avvenuto a Mestre.

La vittima ha riconosciuto dieci articoli tra i gioielli recuperati, indicando nell’uomo fermato il responsabile della truffa in casa sua. Gli accertamenti proseguono per stabilire l’entità complessiva del bottino e il coinvolgimento di eventuali complici.


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L’amministrazione comunale ha richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione verso le persone più fragili. L’assessore alla Coesione sociale, Ermelinda Damiano, ha sottolineato come l’ente stia portando avanti iniziative per informare e mettere in guardia gli anziani contro i raggiri, citando in particolare il progetto “Ocio Ciò”, sviluppato con le forze dell’ordine per diffondere strumenti utili a riconoscere e prevenire truffe.

Le autorità hanno inoltre invitato i cittadini a non consegnare mai denaro o preziosi in risposta a telefonate o visite sospette e a contattare subito le forze dell’ordine attraverso i numeri di emergenza in caso di dubbi. Tale richiamo riprende le prassi adottate in molte campagne di sensibilizzazione rivolte agli over 65, gruppo particolarmente esposto a questo tipo di reati.

La vicenda mette in luce ancora una volta la modalità operativa dei truffatori che si spacciano per tutori dell’ordine: telefonate di presa di contatto seguite da visite domiciliate finalizzate a impossessarsi di oggetti di valore. Interventi tempestivi delle pattuglie e la rete di collaborazione tra polizia locale, Polfer e servizi civili come il radiotaxi si sono rivelati fondamentali per ricostruire i fatti e recuperare parte dei beni sottratti.


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