Lazio

salvato dai carabinieri dopo 25 minuti di dialogo

Un’angosciosa corsa contro il tempo finita con un abbraccio e un sospiro di sollievo nella notte di San Lorenzo.

Serata di altissima tensione a Roma, dove il pronto intervento dei Carabinieri della Stazione di Cinecittà ha impedito che un dramma personale si trasformasse in tragedia all’interno del Parco di Centocelle.

Un giovane di quasi trent’anni, travolto da un profondo stato di sconforto, è stato tratto in salvo a un passo dal compiere un gesto estremo grazie alla determinazione e all’empatia dei militari.

L’allarme è scattato nella tarda serata dello scorso 10 agosto. Una donna, visibilmente sconvolta, si è presentata negli uffici della caserma di via Fiamme Gialle per segnalare la scomparsa del figlio, che le aveva appena inviato una serie di messaggi dal contenuto inequivocabile e fortemente allarmante.

Immagine di repertorio

Capito immediatamente il pericolo imminente, i Carabinieri hanno fatto scattare le ricerche nell’area verde poco distante, addentrandosi a piedi nella fitta vegetazione del parco per circa trecento metri, al buio e fuori dai sentieri battuti.

Lì la drammatica scoperta: il trentenne si trovava in piedi su una sedia, in forte stato di alterazione emotiva, con un cappio stretto intorno al collo e legato a un robusto ramo d’albero.

Alla vista dei militari, l’uomo ha subito urlato di non avvicinarsi, minacciando di lasciarsi andare nel vuoto se qualcuno avesse fatto un solo passo avanti.

In un momento di così estrema delicatezza, uno dei Carabinieri ha capito che la forza bruta avrebbe scatenato la tragedia e ha scelto la via del dialogo, congelando l’intervento d’impatto per avviare una serrata trattativa sul posto.

Durante un colloquio estenuante durato circa venticinque minuti, il militare ha ascoltato con pazienza i disagi, i fallimenti professionali e le sofferenze personali confidate dal ragazzo, riuscendo gradualmente a guadagnarsi la sua fiducia e ad azzerare le distanze.

Trovato un pretesto per accostarsi senza allarmarlo, l’operatore è riuscito a stabilire un contatto fisico e a far breccia nella disperazione del giovani, convincendolo a desistere dall’intento suicida.

I militari lo hanno quindi celermente aiutato a scendere dalla sedia e liberato dalla corda, che gli stava già causando lesioni al collo e un’evidente difficoltà respiratoria.

Scortato fuori dalla boscaglia, il trentenne è stato affidato alle cure del personale del 118, giunto sul posto con un’ambulanza, e trasportato all’ospedale San Giovanni per gli accertamenti del caso, dove ha potuto finalmente riabbracciare i propri cari.

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