Android TV in calo in Europa: le piattaforme smart TV al 2030
Il mercato europeo dei televisori sta cambiando più velocemente di quanto sembri. Android TV, che fino a poco tempo fa sembrava destinato a dominare senza discussioni, sta perdendo quote in modo significativo: secondo le previsioni di Omdia, il sistema operativo di Google passerà da 1 TV su 3 venduto in Europa nel 2024 a 1 su 4 entro il 2030.
Il motivo è concreto: due dei suoi partner storici più importanti, TP Vision (che produce i TV Philips) e Hisense Europe, stanno migrando verso altre piattaforme. A quel punto, Android TV resterà legato principalmente a TCL e ad alcuni brand locali minori.
Il grande beneficiario di questo riassestamento è VIDAA, il sistema operativo proprietario di Hisense. La sua quota di spedizioni in Europa quasi raddoppia dal 9% del 2023 al 17% previsto nel 2030, portandolo al terzo posto assoluto e scavalcando webOS di LG. Chi compra un TV Hisense nei prossimi anni, insomma, si trova sempre meno su Android e sempre più su una piattaforma che risponde direttamente al produttore cinese.
La vera sorpresa, però, sono Titan OS e TiVo: due nomi relativamente nuovi che insieme raggiungeranno oltre il 12% del mercato europeo entro fine decennio, ovvero circa 1 TV venduto su 10. Titan OS, nato in Spagna, ha costruito partnership hardware solide; TiVo è un nome storico nell’industria che ha saputo reinventarsi. Il fatto che due piattaforme giovani riescano a ritagliarsi uno spazio così rilevante in un settore dominato da giganti dice molto sulla frammentazione crescente del mercato TV.
Samsung Tizen mantiene il secondo posto grazie alla forza del brand e alla varietà di gamma, confermandosi l’alternativa premium ad Android TV per chi non vuole dipendere da Google.
Per chi compra un TV oggi, questa evoluzione ha implicazioni pratiche: scegliere una piattaforma significa scegliere un ecosistema, con app disponibili, aggiornamenti garantiti e integrazione con i servizi che usiamo ogni giorno. La spinta di Google su Google TV con Gemini e la recente apertura di Samsung al Google Cast mostrano che la guerra tra piattaforme è tutt’altro che finita.
Il rischio concreto per il consumatore è ritrovarsi tra qualche anno con un TV su una piattaforma poco supportata o abbandonata, esattamente come è già successo con alcune smart TV di prima generazione.
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