Bilancio regionale, Gravina: “Un documento di enunciazioni senza strategia” | isNews
L’esponente del Movimento 5 Stelle: “La regione non sa attrarre investimenti né governare lo sviluppo”
CAMPOBASSO. Il Documento di Economia e Finanza regionale torna in aula senza rispondere alle vere emergenze del Molise. È questa la sintesi dell’intervento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina nella discussione odierna in Consiglio regionale.
“Siamo totalmente in balia degli eventi sul piano dello sviluppo” ha dichiarato Gravina, richiamando il caso emblematico della Gigafactory di Termoli: “La gestione della transizione nell’automotive è stata, da parte del governo nazionale, a dir poco comica, con un’inadeguatezza totale mostrata nei fatti dal ministro Urso nell’affrontare una partita che per questa regione è decisiva.”
Sul tema degli investimenti produttivi, Gravina ha denunciato l’assenza di una strategia capace di andare oltre l’amministrazione dell’ordinario: “Questa regione non sa attrarre investimenti. Manca un piano che metta concretamente in contatto chi vuole investire con chi cerca lavoro qualificato, e i risultati si vedono. Non siamo in grado di far sapere alle persone che esistono opportunità, e chi dovrebbe farlo non lo fa.” Un limite che, secondo il consigliere, il DEF fotografa senza affrontare: il documento enuncia principi ma non li traduce in azioni, lasciando invariata una struttura in cui gli investimenti produttivi restano appannaggio di pochi e la regione continua a subire gli eventi invece di governarli.
Gravina ha segnalato anche il rischio legato alla fine dell’effetto traino delle misure nazionali: “Il PNRR sta esaurendo la sua spinta. Il Superbonus, con tutti i suoi limiti, ha generato uno slancio reale nell’edilizia. Ora quella finestra è chiusa e il DEF non dice come si colma quel vuoto.”
Sul versante sanitario, pur riconoscendo i riferimenti del documento agli investimenti in tecnologie e apparecchiature, Gravina ha messo in evidenza la contraddizione di fondo: “Sosteniamo costi fissi per il personale e per tutto ciò che ruota attorno alla sanità, ma quei costi non vengono coperti. Chi gestisce la sanità pubblica non la gestisce con oculatezza.” Il nodo, per il consigliere, è prima di tutto manageriale: le strutture pubbliche dispongono di risorse — tecnologie, spazi, personale — che potrebbero essere valorizzate molto più efficacemente, a partire dall’attività ambulatoriale e dalla diagnostica. Si tratta dei segmenti meno onerosi da gestire in termini di personale e di organizzazione, ma anche di quelli con la maggiore capacità di generare entrate proprie. Un utilizzo pieno e programmato di questi servizi consentirebbe al sistema di coprire una parte significativa dei propri costi fissi, alleggerendo la pressione sul bilancio complessivo e rendendo più sostenibile l’intera struttura sanitaria regionale. “A cosa serve una risonanza magnetica di ultima generazione se è sistematicamente sottoutilizzata? Il tema non è solo dotarsi di strumenti: è avere la capacità di farli lavorare.” Il tema dell’attrazione e della stabilizzazione del personale sanitario rimane, in questo quadro, privo di soluzioni concrete: le carenze ci sono, tutti le vedono, ma il DEF non propone nulla per invertire la rotta.
Chiudendo il proprio intervento, Gravina ha puntato l’attenzione sul settore dei trasporti e sulla destagionalizzazione turistica: “Acquistare nuovi autobus non è una strategia. Mancano i collegamenti tra l’est e l’ovest della regione, manca un disegno complessivo sulla mobilità, e non si intravede alcun percorso serio per superare la stagionalità del turismo molisano.”
“Il DEF non dice nulla sulle modalità da attuare per affrontare i problemi atavici di questa regione. È un documento che descrive senza governare” ha concluso Gravina.
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