“Non affittiamo a partite Iva né a tatuati”: lo sfogo di un tatuatore contro i pregiudizi a Torino

Non si affitta a Partite Iva. E neanche a tatuati. È l’odissea che Luce Frangioni, tatuatore torinese, in arte ilragazzoindaco, sta vivendo da un’anno e mezzo, quando ha iniziato a cercare un’altra casa in affitto a Torino ricevendo però solo porte in faccia.
«Sono stufo di essere discriminato sia per il mio lavoro sia per il mio aspetto fisico», si è sfogato sui social e ha pubblicato una telefonata che ha avuto per una casa in cui gli veniva chiesto «hai tatuaggi in vista? Perché i proprietari queste cose le vedono».
È solo però l’ultima telefonata di questo tipo, «in un anno e mezzo – racconta – sono riuscito ad andare a vedere solo due case perché quando dico che sono Partita Iva non mi danno neanche la possibilità di poter visitare l’appartamento». Una situazione che tanti vivono e conoscono bene, come dimostrano i numerosi commenti in cui altri utenti dei social condividono le loro esperienze. A molti è stato richiesto come garanzia il contratto a tempo indeterminato.
Il tema, specifica, «è che i proprietari cercano o studenti o trasferisti, possibilmente extraterrestri, più sei lontano e più hai possibilità di affittare casa in un’altra città». La delusione del tatuatore è tanta, «io lavoro onestamente e dichiaro le mie tasse ma dopo questo vorrei emigrare. Questo Stato non si merita un centesimo delle mie tasse, la società è bigotta e pregiudicante nei confronti di qualsiasi persona che non risponde agli standard medi. E così – conclude – comprare casa o chiedere un mutuo per noi Partita Iva è impossibile».
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