Anziani più integrati nella vita sociale e civile, in Umbria c’è un nuovo protocollo

Un protocollo di collaborazione per promuovere l’invecchiamento attivo, integrando i cittadini anziani nella vita sociale e civile e superando una visione limitata all’assistenza. È questo l’obiettivo dell’intesa siglata martedì a Palazzo Donini dalla Regione insieme a istituzioni, parti sociali e rappresentanti del Terzo settore.
Il documento Il protocollo definisce un sistema coordinato di interventi finalizzato a favorire autonomia, partecipazione e qualità della vita delle persone anziane. L’atto recepisce le linee della legge regionale 11 del 2015 e si configura come primo tassello del Piano sociale regionale, destinato a procedere in parallelo con il Piano sanitario. Al centro vi è la costruzione di una rete integrata tra soggetti pubblici e privati capace di mettere a sistema servizi, competenze e risorse già presenti sul territorio.
Le novità In concreto, il documento istituisce un Tavolo di coordinamento permanente con il compito di programmare e indirizzare azioni specifiche. Tra queste rientrano iniziative per la promozione di stili di vita sani, il sostegno all’apprendimento continuo e il rafforzamento della partecipazione attiva degli anziani nella comunità. Il protocollo interviene anche sul fronte dell’inclusione digitale e della riduzione dell’isolamento sociale, prevedendo strumenti per abbattere le barriere e favorire relazioni sociali più ampie. Un elemento innovativo riguarda il ruolo delle persone senior nel mondo del lavoro.
Senior e lavoro Alla luce dell’innalzamento dell’età pensionabile, l’intesa punta a individuare misure per prevenire i rischi connessi alle attività lavorative nelle fasce d’età più avanzate e a promuovere meccanismi di staffetta generazionale. In questa prospettiva sono state coinvolte anche le associazioni datoriali, insieme a sindacati e organizzazioni sociali. Il piano prevede inoltre l’integrazione con i fondi europei e l’utilizzo delle strutture e delle competenze già disponibili presso gli enti firmatari, con l’obiettivo di garantire piena operatività senza duplicazioni. L’accordo resta aperto all’adesione di ulteriori soggetti.
Autonomia Alla firma hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli e la presidente della Regione Stefania Proietti. «L’obiettivo – ha detto Barcaioli – è favorire l’autonomia e la partecipazione costante degli anziani attraverso una rete di interventi coordinati». «Invecchiare in Umbria deve significare restare parte integrante del tessuto sociale, mantenendo intatto il legame con la propria comunità», ha aggiunto l’assessore, sottolineando il superamento di una logica emergenziale a favore di una programmazione strutturata.
Visione unitaria Proietti ha rimarcato il valore dell’intesa nel quadro delle politiche pubbliche, sostenendo che «questo protocollo per la promozione dell’invecchiamento attivo ha un grande valore, mette in pratica il principio costituzionale di sussidiarietà e riconosce, in modo paritetico, il ruolo dei Comuni, del Terzo settore, delle associazioni». Secondo la Regione, la collaborazione istituzionale consentirà di superare la frammentazione degli interventi e di sviluppare una visione unitaria delle politiche per la longevità. «Mettiamo in rete le competenze dei firmatari – ha concluso Barcaioli – per contrastare l’isolamento sociale e offrire strumenti che permettano di vivere la longevità con dignità».
I firmatari Tra i firmatari ci sono, oltre alla Regione, anche Anci Umbria, il Forum regionale del Terzo Settore, lo Spi Cgil, la Uil pensionati, la Federazione nazionale pensionati Cisl, Cna pensionati Umbria, il Centro servizi per il Volontariato Umbria, la Fondazione Perugia, Confindustria, Confartigianato, Confcooperative Umbria, Legacoop, Cgil, Cisl.
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