accolta la richiesta della mamma

ACQUALAGNA – Verrà effettuato lo svaso della diga del Furlo per ispezionare i fondali e completare le ricerche di Riccardo Branchini scomparso nella notte del 13 ottobre 2024. «La Provincia ha dato il nulla osta per completare le ricerche sui fondali del lago – precisa l’avvocato di famiglia Elena Fabbri -. Siamo in attesa del decreto autorizzativo della Regione che arriverà presto».
La determina
La determina della Provincia specifica che l’operazione è prevista «entro i mesi di aprile e maggio». Tutto lascia presupporre che l’operazione avverrà a maggio. La richiesta della mamma di Riccardo, Federica Pambianchi, che si era pubblicamente appellata al governatore delle Marche Acquaroli, è stata accolta. Si saprà se Riccardo si è gettato nel lago oppure si è dileguato facendo perdere ogni traccia. Negli ultimi giorni c’è stata una segnalazione da Torino. Dalle verifiche dei carabinieri è emerso che si trattava di un ragazzo molto somigliante a Riccardo. I nonni un anno fa, il 14 aprile, gli avevano fatto gli auguri in occasione del ventesimo compleanno. Lo stesso ha fatto la mamma la settimana scorsa. Da quella gelida notte Riccardo non ha fatto sapere più nulla di sé. Mamma Federica non si è mai rassegnata. Sul web ha postato video in lingua tedesca per farli girare in Germania, Svizzera, Austria e Belgio. A più riprese è stata ospite in tv della trasmissione “Chi l’ha visto”. Il silenzio è stata l’unica angosciante risposta. La speranza si era riaccesa dopo due mesi dalla scomparsa al termine degli ulteriori rilievi tecnici condotti da operatori specializzati arrivati da San Benedetto del Tronto e da Napoli per stabilire se Riccardo si fosse gettato in quelle acque con tante grotte profonde e una quantità impressionante di fango. Erano stati utilizzati robot di ultimissima generazione per scandagliare il cono più profondo del lago con l’ausilio di sonar e videocamere. «Mi hanno assicurato che gli accertamenti condotti garantiscono per il 90 cento e più» commentava la mamma di Riccardo. Si accendeva un barlume di speranza. Ma la paura restava.
«Cosa è successo?»
«Cosa è successo a Riccardo nelle due ore da quando è uscito di casa fino a quando ha raggiunto la diga del Furlo dove ha lasciato l’auto con i vestiti e tutto il resto dentro. Qualcuno gli avrà fatto del male e poi ha portato l’auto sulla quale si trovava fino alla diga? Non mi riesco a spiegare come abbia fatto a lasciare completamente sola nonna Osvalda, ottantenne, con la quale è cresciuto e che ha sempre amato e rispettato».




