A Villa De Sanctis inaugurata la statua ad Alberto Sordi
È lunedì 15 giugno 2026. Ore 11. C’è un evento al Parco di Villa De Sanctis che “intenerisce er core” dei romani e, in particolare, dei residenti del Quartiere omonimo: alla presenza del Sindaco di Roma, Gualtieri, con assessore alle Periferie, Battaglia e assessore all’Ambiente, Alfonsi, del Presidente del Municipio, Caliste e delle altre autorità militari e istituzionali, Lostia, Scalia, Palmieri, Baldassarre della Regione Lazio, con la Banda Musicale dei VV.UU. capitolini, viene inaugurata la statua ad Alberto Sordi, posta accanto alla Casa della Cultura.
Albertone è nato a (indovinate un pò?) Roma, il 15 giugno del 1920 e morto a Roma il 24 febbraio 2003. Ai suoi funerali in Piazza S. Giovanni in Laterano, il 27 febbraio, l’oratore funebre che ne ricordava la sua vita artistica intensa, Gigi Proietti (altra grande scomparsa artistica romana), citando un sonetto in romanesco, si è rivolto così alla bara e alle due centinaia di migliaia di pubblico piangente e sorridente (con Sordi si rideva in suoi numerosi film): “Ma, che state a fa, ve vedo tutti tristi nel dolore. E io ve dico, Albertone cià ragione: quelli che fanno ride nun vonno morì mai!”.
Ancora oggi, a distanza di 23 anni dalla morte, ai romani e non solo, quella giornata sembra viverla come lo scritto di uno striscione che issava in Piazza S. Giovanni vicino alla bara: “Albé, dicce che ciai fatto n’antro scherzo!”.
Non sembra infatti ancora vero: 160 film, attore, regista, doppiatore, anche in teatro e rivista, come fai a pensarlo morto? Alberto era l’interprete della Commedia Italiana, con Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi, Anna Magnani; con un azzardo statistico e sociologico: era “l’italiano medio”, con vizi e virtù. Bonaccione e cinico, opportunista e moralista, arrivista e buon padre di famiglia, fedele e donnaiolo, mitomane e protetto dalla accettazione del tran tran quotidiano, furbo ma generoso, ecc…
Sono presenti al Parco di Villa De Sanctis più di 300 cittadini. Alcune signore in attesa della cerimonia di scoprimento della statua: Maria Vittoria, Paola, Maria Luisa, Anna Maria, nella breve intervista che le abbiamo fatto nella attesa, scorrendo e citando, coi ricordi, i suoi immortali film (Il vedovo, il Borghese piccolo piccolo, Un americano a Roma, Tutti a casa, Il Marchese del Grillo), convergono tutte nel giudizio sulla sua bravura comica e della capacità rappresentativa cinematografica dei vizi e delle virtù degli italiani, come dell’amore per le persone fragili che soffrono e hanno bisogno di aiuti concreti. Sordi, ad esempio, ha regalato un suo terreno al Campus Bio Medico e ha finanziato la costruzione di case per anziani.
Il monumento (una statua bronzea realizzata dall’azienda di Pomezia Domus Dei 1963, coordinatore l’architetto Pasquale Nava mentre il disegno è de prof. Massimiliano Saccucci) rappresenta il grande attore seduto su una panchina, sorridente e in una posa molto rilassata
Prima di scoprire la statua bronzea di Albertone, in posa seduto sulla panchina, come appariva nel film “Un borghese piccolo piccolo”, girato in una scena vicino al cannone di Tor Pignattara, arriva inaspettato anche il sen. Gianni Letta, che è un componente della Fondazione Museo Alberto Sordi. La Fondazione, di cui è Presidente Onorario Valter Veltroni, ha finanziato l’opera, realizzata da un team di artisti di Pasquale Nava e il maestro Saccucci della “Domus Dei 1973”, la cui titolare è Roberta Borracinque. I tecnici del basamento in cemento sono della DP Global.
Ma, ecco, viene scoperta la statua, applausi riconoscenti di tutti, partono le marcette musicali della banda dei VV.UU. Discorsi brevi di Caliste e Gualtieri, che riconoscono anche il valore umano dell’attore, oltre alla sua presenza nel Territorio del Municipio V e per avere fatto il Sindaco per un giorno con Rutelli.
Mentre la banda continua a suonare, c’è l’assalto dei cittadini e fotografi alla statua. Ognuno si fa fotografare seduto al grande attore romano. Alberto Sordi è sempre con noi, sembrano dire i cittadini.
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