A Squinzano i funerali di Lorena Isceri. Il parroco: “C’è una differenza abissale tra l’amore e il possesso. L’altro non ci appartiene”
“C’è una differenza abissale tra l’amore e il possesso. Se una persona decide di non continuare una relazione non ti sta togliendo qualcosa che ti appartiene, perché l’altro non ci appartiene“. Sono le parole con cui il parroco di Squinzano (Lecce), don Vanni Bisconti, ha descritto la violenza di genere durante i funerali di Lorena Isceri, la 45enne uccisa lo scorso 3 settembre dall’ex compagno Federico Vella, che l’ha rapita da casa sua a Firenze, rinchiusa nel bagagliaio dell’auto e gettata dal cavalcavia dell’A1 a Barberino di Mugello. Si è poi tolto la vita gettandosi a sua volta dal viadotto al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine.
La salma è stata accompagnata nella chiesa di Maria Regina già in mattinata, per consentire alla comunità l’ultimo saluto, mentre la cerimonia funebre si è tenuta alle 17. In chiesa, nei primi banchi accanto ai familiari, i genitori Antonietta e Franco, il fratello Danilo e la cognata. Fuori dalla chiesa si è radunata una folla numerosa, che ha seguito la cerimonia su un maxischermo. Il Comune di Squinzano ha proclamato per la giornata di oggi lutto cittadino. “Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia”, ha affermato il sindaco Mario Pede.
Il sacerdote ha rivolto un appello agli educatori: “Dobbiamo avere il coraggio di domandarci quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze”. Il padre di Lorena, Franco Isceri, al termine dell’omelia si è alzato e ha abbracciato la bara bianca della figlia durante il lungo applauso dei fedeli. Un applauso è arrivato anche al termine della cerimonia, quando il padre ha baciato la foto di Lorena poggiata sulla bara e l’ha sollevata mostrandola alle centinaia di persone presenti, tra cittadini, amici, parenti e rappresentanti delle istituzioni.
Tra i banchi della chiesa, chi conosceva Lorena ha voluto raccontare di lei e lanciare un messaggio. “Può capitare a chiunque, – ha spiegato la cugina Francesca Pasimeno – anche a una persona che nella vita ce l’ha fatta, questo perché appunto forse sono le donne che vengono temute di più, che ti mettono a nudo, quelle che ti costringono a metterti in discussione e per questo sono scomode”. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sui propri canali social ha scritto: “Da questa stessa terra si leva un appello a tutte le forze politiche, alle associazioni, alle istituzioni: costruiamo insieme un Paese che impari davvero ad amare“, raccontando anche di aver sentito telefonicamente il padre di Lorena il giorno precedente. “Lo strazio della sua voce mi resterà dentro per sempre. Ma soprattutto terrò con me la straordinaria dignità di un uomo che, nonostante il dolore, ha avuto la forza di guardare avanti”.
Anche Firenze, città in cui Lorena viveva, ha voluto ricordarla. La sindaca Sara Funaro ha annunciato un minuto di silenzio in piazza della Signoria in concomitanza con le esequie, accompagnato dal suono delle campane del Duomo. In serata, dopo le 21, saranno illuminate di rosso le porte storiche della città, la loggia del Museo del Novecento e il David al piazzale Michelangelo.
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