Parco di Portofino, pronto il decreto: è scontro sulla area marina inglobata nel nuovo perimetro

Genova. Scoppia la polemica politica sulle decisioni del Governo riguardanti la perimetrazione del Parco Nazionale di Portofino e il futuro dell’area marina protetta. Nel corso del question time alla Camera, il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato la scelta di mantenere i confini terrestri limitati a tre comuni, annunciando contestualmente l’assorbimento della riserva marina all’interno di un unico soggetto giuridico. Immediata la replica del Partito Democratico con Luca Pastorino e Valentina Ghio, che accusano l’esecutivo di voler indebolire i presidi ambientali e mettono in guardia dai rischi per le risorse economiche e il personale qualificato.
Il ministro ha chiarito che “l’ipotesi di delimitazione del Parco Nazionale di Portofino circoscritta a 3 comuni è prevalsa rispetto all’estensione a 11 comuni, poiché invisa a gran parte dei comuni interessati e stante la ferma contrarietà della Regione Liguria“. Secondo Pichetto Fratin, l’obiettivo è stato quello di “raggiungere un punto di equilibrio, garantendo l’esigenza di tutela ambientale del territorio, sulla scorta delle indicazioni tecnico scientifiche acquisite, e al contempo assicurando certezza giuridica e stabilità dell’assetto istituzionale dell’area protetta”. Il titolare dell’Ambiente ha precisato che l’assetto attuale “non preclude un ulteriore sviluppo ed un eventuale allargamento della tutela a quei Comuni che manifesteranno la volontà di entrare nel Parco”, operazione che potrà compiersi “previo accordo con Regione ed Enti locali interessati”. Riguardo al destino della riserva marina, Pichetto Fratin ha difeso le scelte del governo, sottolineando che, con questo nuovo assetto “non ci sono due soggetti distinti, ma un unico soggetto giuridico – ossia il Parco Nazionale di Portofino – che presenta una parte a terra ed una parte a mare”, aggiungendo che “la tutela e conservazione dell’Area Marina protetta, sino ad oggi garantita del Consorzio di Gestione, è assicurata dall’Ente Parco quale soggetto gestore”.
Netta la replica dell’opposizione. Il deputato dem Luca Pastorino ha attaccato la linea dell’esecutivo, sostenendo che “calpestando una sentenza del Consiglio di Stato che aveva bocciato il parco di Portofino a tre comuni, il Governo tira dritto, lo allarga a mare e cancella l’area marina protetta istituita nel 1999”. Pastorino ha criticato l’accorpamento istituzionale, sottolineando come “si poteva almeno adottare il modello delle Cinque Terre con due enti distinti, parco nazionale e area marina protetta”, accusando il centrodestra di scegliere di “distruggere un lavoro ambientale portato avanti da professionisti accreditati nel nome dell’ideologia leghista e del volere di Regione Liguria“.
Sulla vicenda è intervenuta anche Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pp alla Camera, esprimendo forte preoccupazione per il rischio che “la destra sembra voler evitare l’ampliamento del Parco sulla parte terrestre, facendo rientrare invece l’Area Marina Protetta nel nuovo perimetro del Parco Nazionale”. Ghio ha posto l’accento anche sui risvolti economici e sulla tenuta dell’organico, evidenziando che “per il personale del nuovo Parco Nazionale sono previste 300 mila euro all’anno, mentre oggi la sola gestione dell’area Marina protetta richiede circa 200 mila euro di spese per il personale” e chiedendosi come si possa, con queste risorse, “garantire contemporaneamente la gestione della parte terrestre e di quella marina”.
Federparchi: “Pericolosa declassificazione dell’area marina”
Sulla questione è intervenuta anche Federparchi che, pur esprimendo soddisfazione per l’avvio del Parco Nazionale “allo scopo di non rallentarne, attraverso ulteriori ricorsi incrociati alla Magistratura, il processo istitutivo”, ha storto il naso sul perimetro ridotto, auspicando che in futuro si possano “allargare i confini rendendo meglio gestibile l’area”.
L’associazione ha espresso forte contrarietà sulla ventilata cancellazione del presidio marino, ribadendo di non condividere affatto che “l’Area Marina Protetta venga soppressa tout court e che essa diventi una semplice appendice a mare (con quali tutele e quale gestione?) dell’area protetta terrestre”.
A preoccupare Federparchi sono soprattutto le “professionalità specifiche particolari, come sono quelle sviluppate nel corso di circa 30 anni dalla attuale gestione” che “rischiano concretamente di andare perdute”, oltre alla “ridotta quantità di risorse che il neonato Parco Nazionale riceverà dal Mase” che non consentirebbe di usufruire di fondi sufficienti per gestire due ambienti così complessi. L’auspicio rivolto alle istituzioni è dunque quello di virare verso “un accorpamento gestionale sul modello 5 Terre ma assolutamente non la soppressione dell’Amp”, prospettiva che rappresenterebbe “l’avvio di una pericolosa declassificazione di quel prezioso patrimonio conservato a mare del Monte di Portofino“.




