Sanità, dove vanno a curarsi i calabresi
Sanità, dove vanno a curarsi i calabresi: la cura e la fuga, la geografia nascosta della mobilità sanitaria. Limiti sulle prestazioni per tumori rari e ad alta complessità, ma anche passi in avanti. Una regione che deve puntare sulle tecnologie e ricostruire fiducia
La mobilità sanitaria non è soltanto milioni consegnati alle altre regioni, è il viaggio di una famiglia, le giornate di lavoro perse, gli alloggi e soprattutto la ricerca di una risposta lì dove, si ritiene, la Calabria non ne sarebbe “capace”. Ma per quali cure i calabresi continuano ad andare fuori e quanto di questa fuga è inevitabile? I dati dei flussi Agenas relativi al 2024 segnalano 67.228 volumi di prestazioni in Calabria e 18.449 fuori regione. C’è una percentuale, estremamente minima, di pazienti di altre regioni curati in Calabria. Non si tratta di 85.677 pazienti ma di prestazioni effettuate, in alcuni casi anche su un solo paziente. E spesso le voci si sovrappongono. Un ricovero per infarto, per esempio, può rientrare anche in altre categorie relative alla tipologia.
IL CONTO
Sul piano economico il quadro è noto e pesante. La Corte dei conti, in occasione della parifica del rendiconto 2024, ha quantificato in 308 milioni di euro la mobilità sanitaria passiva della Calabria nel 2024, con un aumento del 21% rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il conto è ulteriormente cresciuto: il bilancio consolidato del Servizio sanitario regionale indica una mobilità passiva superiore ai 362 milioni di euro.
IL CUORE FUORI
In Calabria nel 2024 risultano 3.600 ricoveri con almeno un intervento di angioplastica coronarica, contro 801 fuori regione. La Calabria possiede quindi una consistente attività interna e di grande valore. I bypass aorto-coronarici isolati sono 271 in Calabria e 140 fuori regione. Per il totale dei ricoveri con bypass si passa a 333 contro 202. Per la rivascolarizzazione delle arterie delle gambe, cioè gli interventi utilizzati per ripristinare il flusso sanguigno quando le arterie degli arti inferiori sono gravemente ristrette o ostruite, sono 488 in regione e 283 fuori.
Ma è sulle valvole cardiache che la distanza diventa molto più evidente: 303 ricoveri in Calabria e 653 fuori regione. Significa che, nella casistica considerata, oltre due ricoveri su tre risultano effettuati fuori. Per la valvola aortica sono 195 in Calabria e 367 fuori. Per la valvola mitrale 116 contro 257. E se si restringe ulteriormente l’analisi alle procedure transcatetere, 151 interventi fuori regione contro appena 15 in Calabria.
LA COLONNA E LE PROTESI
Le artrodesi vertebrali, cioè gli interventi utilizzati per rendere stabile una parte della colonna vertebrale unendo tra loro alcune vertebre, sono 411 in Calabria e 712 fuori regione. Per le protesi d’anca i volumi sono 2.376 in Calabria e 797 fuori. Per quelle di ginocchio 2.112 contro 853 fuori regione. Sono numeri che non descrivono una nicchia tecnologica: si tratta di interventi ormai diffusi. Anche l’artroscopia di ginocchio registra 361 ricoveri in Calabria e 256 fuori. Per la protesi di spalla 238 contro 133.
È qui che la mobilità sanitaria comincia a diventare particolarmente significativa. Un paziente che deve sottoporsi a un trapianto o a una procedura rarissima è un caso. Una persona che deve impiantare una protesi di ginocchio, invece, sta affrontando una prestazione che la rete ospedaliera regionale è in grado di offrire. Vale anche, dato alquanto particolare, per le tonsillectomie: una buona parte viene effettuata al Bambino Gesù di Roma e non in Calabria.
I TUMORI
Delicatissimo il capitolo dell’oncologia. Per l’intervento chirurgico sul tumore del polmone i dati registrano 124 ricoveri in Calabria e 248 fuori: il doppio in altre regioni. Per il tumore della mammella i valori sono 768 contro 698. Quasi la metà della casistica è extraregionale. Per il tumore della prostata sono 304 in Calabria e 369 fuori. Per la prostatectomia radicale, l’intervento con cui viene rimossa la prostata nei casi in cui il tumore lo richiede, sono 290 contro 325. Se si guarda alla prostatectomia radicale con tecnica mini-invasiva, 226 contro 300; per quella robotica, 171 contro 257.
Nel caso del tumore del rene sono 127 ricoveri in Calabria e 148 fuori. Per la chirurgia renale mini-invasiva 66 contro 105 e per quella robotica 39 contro 80. Per la chirurgia del tumore del pancreas risultano appena 2 ricoveri in Calabria contro 64 fuori regione. Per la resezione pancreatica oncologica, cioè l’asportazione della parte del pancreas interessata dal tumore, sono 4 contro 79. La percentuale extraregionale supera il 95%. Anche per il tumore dell’esofago la casistica è tutta fuori: zero ricoveri in Calabria e 17 fuori.
IL PARADOSSO DEL FEMORE
Un indicatore particolarmente interessante è quello delle fratture del collo del femore. Nel 2024 risultano 2.690 interventi per frattura del collo del femore in Calabria contro 203 fuori regione. Per la casistica complessiva delle fratture del femore, 2.948 contro 213. Qui la Calabria trattiene la stragrande maggioranza dell’attività, quindi non tutto è una fuga. Lo stesso accade per altre prestazioni molto frequenti. Le colecistectomie, cioè gli interventi per rimuovere la cistifellea, sono 3.024 in Calabria contro 458 fuori. Quelle laparoscopiche, eseguite attraverso piccole incisioni anziché con un’apertura chirurgica tradizionale, sono 2.799 contro 375. Per l’appendicectomia pediatrica il divario è ancora più netto: 106 interventi tradizionali in Calabria contro uno fuori e 93 laparoscopici contro sei.
LE FUGHE CHE NON SORPRENDONO
Ci sono poi prestazioni per le quali il dato fuori regione è quasi totale e che, però, non possono essere considerate automaticamente una criticità. Nel 2024 risultano fuori regione 47 trapianti di fegato, nessuno in Calabria. Per il trapianto di cuore o polmone sono 11 fuori e zero dentro. Per la cardiochirurgia pediatrica per difetti congeniti del cuore sono 13 fuori e zero dentro; considerando più ampiamente gli interventi cardiochirurgici pediatrici, sono 66 fuori e zero in regione. Anche l’impianto cocleare, dispositivo che consente di stimolare direttamente il nervo uditivo nelle persone con determinate forme di sordità grave, registra 28 interventi fuori e nessuno in Calabria. Il trapianto di cornea, invece, mostra un equilibrio diverso: 89 in Calabria e 125 fuori. E per il trapianto di midollo osseo risultano 165 attività in regione e 51 fuori.
LE TECNOLOGIE
Nel tumore della prostata, per esempio, la Calabria esegue 226 prostatectomie radicali mini-invasive contro 300 fuori e 171 interventi robotici contro 257. Nel tumore del rene sono 66 interventi mini-invasivi contro 105 fuori e 39 robotici contro 80. Nel tumore del polmone sono appena 3 interventi robotici in Calabria contro 20 fuori; per l’approccio mini-invasivo sono 89 contro 156. Non è solo la tipologia a determinare le fughe, ma anche la tecnologia utilizzata. Anche qui si sta lentamente colmando un gap tecnologico grazie alle integrazioni con le università.
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