Puglia

A Squinzano l’ultimo saluto a Lorena, il parroco: “Amore non è possesso”

“C’è una differenza abissale tra l’amore e il possesso, tra l’amore e il controllo, tra l’amore e la gelosia, tra l’amore e la pretesa, tra l’amore e il diritto di decidere della vita di un altro. E dobbiamo dirlo con chiarezza, soprattutto ai giovani: se una persona ti dice no, quel no va rispettato. Se una persona decide di non continuare una relazione non ti sta togliendo qualcosa che ti appartiene. Perché l’altro non ci appartiene”. È un passaggio dell’omelia di don Vanni Bisconti, durante i funerali di Lorena Isceri, la 45enne di Squinzano (Lecce), uccisa nei giorni scorsi a Firenze dall’ex compagno. “La persona che amiamo non è proprietà nostra, – continua il parroco della chiesa Maria Regina dove si celebrano i funerali – non è un oggetto che possiamo possedere. Non è qualcuno che deve rimanere con noi semplicemente perché noi lo vogliamo, perché io ho deciso così”.

“Quello che è accaduto – dice ancora don Vanni Bisconti – non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle. Certamente chi uccide si assume sempre una grande responsabilità. Ma noi tutti, come società, come adulti, come educatori, come genitori, come scuola, come pezzi di comunicazione, di chiesa, dobbiamo avere il coraggio di domandarci quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze”.

“Non possiamo far finta – conclude – che intorno ai nostri ragazzi, che poi diventano giovani e poi diventano uomini, non stiano circolando dei messaggi che mischiano tra loro amore e possesso, gioia e gelosia, passione, controllo, interesse, dipendenza e affetto e diventato un tutt’uno. E quando certi messaggi diventano mentalità possono indurre sofferenze devastanti”.




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