Riforma trasporti in Calabria: centrodestra sicuro ma sul quorum resta il nodo Giannetta
Pesa l’incognita Giannetta, ma il centrodestra ostenta ottimismo sul quorum necessario all’approvazione della riforma dei trasporti in Calabria
IL CENTRODESTRA ostenta sicurezza. Il quorum necessario per arrivare all’approvazione della riforma del servizio di trasporto pubblico, che prevede la nascita di una nuova partecipata pubblica, non preoccupa la coalizione di governo. La riforma, licenziata dalla commissione Trasporti lunedì e attesa ora dalla Bilancio per il parere di merito, potrebbe arrivare in aula a metà settembre. Per approvarla serve il voto favorevole dei due terzi dell’assemblea. Ovvero 21 voti, che la coalizione Occhiuto sulla carta avrebbe pure, perché lo scorso autunno la vittoria netta alle regionali ha portato in dote 20 seggi (che si sommano al presidente). Il passaggio del capogruppo (ex) di Forza Italia Domenico Giannetta tra le file di Futuro Nazionale – salutato da Occhiuto con un «fuori dalla mia maggioranza» – rimescola le carte. Perché se è vero che Giannetta ha chiarito che dietro la sua scelta non si sono dissapori con il presidente («che stimo umanamente e politicamente»), che lui siederà da «autonomo» in Consiglio e che in ogni caso non si colloca all’opposizione, il solco che Occhiuto ha tracciato rispetto a Vannacci è netto. Ergo, il voto di Giannetta non è prevedibile.
«I voti li avremo, probabilmente anche più di 21» dicono fonti del centrodestra, che si mostrano per nulla preoccupate del prossimo passaggio. Certo appare complicato far digerire all’opposizione una riforma che da più parti nel centrosinistra è stata contestata nel metodo (i tempi stretti con cui si è arrivati al voto e il confronto contingentato) e nel merito. Alla vigilia della seduta della commissione Trasporti, che avrebbe poi licenziato la proposta, la capogruppo del M5s Elisa Scutellà non era stata per nulla tenera. «Occhiuto a Roma parla di liberalismo, ma in Calabria sul trasporto pubblico regna la confusione – scriveva su Facebook – Oggi in Commissione si fingerà una discussione sulla riforma del trasporto pubblico locale: emendamenti bloccati il 27 agosto e sindaci invitati solo per ascoltare, nonostante saranno loro a dover finanziare la nuova SpA. Il centrodestra non spiega perché vuole chiudere Art-Cal, un ente pubblico, per sostituirlo con una SpA proprio mentre questo cambio rischia di ritardare le gare. L’Unione Europea sta comminando multe per la violazione della concorrenza e l’Autorità Antitrust ha imposto alla Regione di procedere alle gare entro il 31 dicembre dopo trent’anni di proroghe. Resta il dubbio che questa operazione serva più a costruire un nuovo carrozzone di nomine che a migliorare il servizio. Sembra si voglia solo prendere tempo, invece di affrontare il problema. Altro che svolta liberista».
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