dall’emergenza all’autonomia abitativa, 24mila euro dal Piano di zona per il diritto alla casa

Offrire una risposta concreta ed immediata alle famiglie colpite dall’emergenza abitativa e da situazioni di sfratto o grave vulnerabilità sociale. Nell’ambito della programmazione generale del Piano di zona, l’Unione dei Comuni della Valmarecchia conferma e stanzia 24.332,76 euro di risorse del Fondo sociale locale per il progetto “Casa Unione”. Si tratta di un presidio sociale fondamentale, pensato per mettere a disposizione un sistema di accoglienza temporanea di emergenza/urgenza e accompagnare i nuclei familiari sprovvisti di garanzie verso una stabilità abitativa ed economica duratura.
Per comprendere appieno la portata dell’intervento, occorre distinguerne il perimetro rispetto al “Patto per la casa”, l’altra importante misura di politica attiva del mercato immobiliare lanciata dall’Unione dei Comuni della Valmarecchia. Mentre il Patto per la casa agisce come strumento strutturale rivolto alla fascia di reddito intermedia per promuovere affitti a canone concordato e calmierato — offrendo garanzie pubbliche fino a 6.000 euro e contributi ai proprietari di alloggi sfitti —, il progetto “Casa Unione” rappresenta invece il braccio operativo orientato all’accoglienza di prima necessità e all’intermediazione sociale per le emergenze più acute. I due strumenti si integrano e si completano a vicenda all’interno della rete di protezione sociale della vallata, garantendo una presa in carico a trecentosessanta gradi delle differenti forme di disagio abitativo.
Nello specifico, “Casa Unione” prende vita attraverso un’istruttoria pubblica di coprogettazione con gli enti del Terzo settore, finalizzata a strutturare un sistema integrato di ricerca e reperimento alloggi. Il progetto mette a disposizione sistemazioni temporanee sul territorio dell’Unione per periodi brevi, pensate per tamponare tempestivamente situazioni d’emergenza sociale, sfratti o improvvisa perdita dell’abitazione. Parallelamente, il servizio coordina e verifica le azioni di garanzia abitativa attraverso l’attivazione di fidejussioni bancarie e strumenti regionali, affiancando i nuclei familiari che non dispongono delle necessarie garanzie economiche e accompagnandoli nel reperimento di appartamenti in locazione sul mercato.
Gestito direttamente dall’Unione dei Comuni della Valmarecchia in piena continuità con la precedente programmazione distrettuale, il servizio opera in modo trasversale rispetto a tutti i servizi sociali di base e specialistici e in stretta sinergia con l’Ufficio casa e Acer. Le assistenti sociali affiancano costantemente i beneficiari durante il percorso di permanenza negli alloggi e nella fase di transizione verso soluzioni abitative stabili, monitorando la sostenibilità e la gestione del nucleo familiare. Forte dei risultati già raggiunti con la presa in carico iniziale di 17 persone, l’intervento punta a estendere entro la fine dell’anno la propria dote di supporto a 20 nuclei familiari in condizioni di difficoltà abitativa.
“Il progetto Casa Unione costituisce una risorsa insostituibile all’interno del Piano di zona – dichiara l’assessore con delega ai Servizi sociali del Comune di Casteldelci, Massimo Dolci – perché interviene con immediatezza laddove la fragilità abitativa rischia di trasformarsi in un vero e proprio dramma sociale. Se con il Patto per la casa siamo riusciti ad aprire un canale strategico sul mercato immobiliare per le famiglie di fascia intermedia, con Casa Unione mettiamo in campo un vero paracadute di protezione per chi affronta momenti di emergenza acuta o sfratti imminenti. Garantire un alloggio temporaneo, una garanzia economica o una mediazione con i proprietari significa evitare la marginalizzazione e restituire serenità ai cittadini e ai loro figli. La vera forza del welfare della nostra vallata risiede proprio nella capacità di integrare gli strumenti pubblici con il Terzo settore e l’Ausl della Romagna, assicurando che le risposte ai bisogni primari siano tempestive, capillari ed eque in tutti i comuni, dai centri vallivi fino ai borghi dell’Alta Valmarecchia”.
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