Umbria

Giustizia civile, smaltimento degli arretrati: Perugia e Terni centrano i target Pnrr, Spoleto arranca

Si inseriscono pienamente nel quadro di quella disomogeneità territoriale di cui parla Istat i dati dei tribunali umbri, pubblicati dall’istituto nazionale di statistica nelle scorse ore, a proposito degli obiettivi fissati dal Pnrr per quanto riguarda la riduzione dei tempi medi di smaltimento degli arretrati nel contenzioso civile. Numeri che vedono Perugia e Terni centrare ottime performance, mentre Spoleto arranca.

Gli obiettivi A livello nazionale, il piano concordato con l’Unione europea prevedeva un abbattimento del 40 per cento entro il 30 giugno scorso per la stima dei tempi necessari a esaurire il carico pendente nei tre gradi di giudizio, ossia il parametro noto come disposition time: un target ampiamente superato nel Paese con una contrazione del 50,2 per cento. In Umbria l’andamento è a doppia velocità tra eccellenze nello smaltimento delle cause e criticità ancora irrisolte.

Perugia Nel dettaglio delle singole sedi giudiziarie, la prestazione migliore a livello regionale appartiene al Tribunale di Perugia: la durata media calcolata per la definizione dei processi civili è crollata dai 672,6 giorni rilevati nel 2019 ai 274,5 giorni registrati nel primo semestre del 2026. Un risultato che equivale a una riduzione del 59,19 per cento, valore nettamente superiore al target fissato dal Pnrr e migliore rispetto alla media nazionale dei tribunali italiani, attestatasi a 291 giorni. La struttura del capoluogo ha dimezzato l’arretrato complessivo, riducendo le pendenze da 10.048 a 5.662 fascicoli grazie a un indice di smaltimento costantemente favorevole; nel primo semestre dell’anno sono state infatti definite 3.734 cause a fronte di 2.510 nuove iscrizioni.

Terni Bene anche i risultati centrati dal Tribunale di Terni, che registra una contrazione dei tempi medi pari al 50,3 per cento: il tempo stimato di gestione si è ridotto da 536,4 giorni a 266,4 giorni, cifra che posiziona Terni come il tribunale più rapido dell’Umbria nel primo semestre del 2026. L’arretrato ternano è sceso da 4.022 a 2.052 procedimenti pendenti, garantendo una costante capacità di smaltimento dei flussi in entrata.

Spoleto Di segno opposto appare la situazione del Tribunale di Spoleto, che non riesce a centrare l’obiettivo europeo e si conferma l’anello debole del sistema regionale. Il tempo medio stimato di definizione si è ridotto soltanto dell’8,2 per cento rispetto al 2019, passando da 535,5 giorni a 491,3 giorni, ben lontano dal taglio del 40 per cento richiesto dagli accordi europei. Nonostante l’arretrato sia diminuito nel lungo periodo da 3.634 a 2.234 fascicoli, nel primo semestre di quest’anno la sede spoletina ha mostrato affanni operativi: le decisioni si sono fermate a 823 procedimenti a fronte di 878 nuove iscrizioni, generando un accumulo di nuove pendenze e un incremento congiunturale dei tempi medi.

Corte d’Appello Un quadro peculiare caratterizza infine la Corte d’Appello di Perugia: il secondo grado di giudizio registra nel primo semestre del 2026 una durata media delle cause pari a 269,6 giorni, una performance ottima se confrontata con i 352 giorni della media nazionale. La contrazione percentuale rispetto al 2019 si ferma però al 32,5 per cento, soglia insufficiente per centrare formalmente la quota del 40 per cento; la ragione risiede nel dato di partenza del 2019, quando la Corte perugina registrava già tempi storicamente molto bassi, pari a 401,5 giorni contro i 654 giorni della media italiana. Il carico pendente d’appello è sceso da 2.618 a 1.421 fascicoli, confermando una gestione efficiente che incontra tuttavia limiti strutturali nei margini di ulteriore compressione dei tempi.

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