Restrizioni per i medici cubani in Calabria. C’è l’ombra di nuove sanzioni Usa
È un periodo complicato per i medici cubani al lavoro in Calabria. Nei mesi scorsi le “ingerenze” Usa (finora respinte dalla Giunta Occhiuto e dal Governo italiano) per porre fine al programma di collaborazione con la Regione avviato con ancora l’emergenza Covid in corso e rinnovato fino al 2027, adesso la sospensione del conto bancario della Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos, la società statale che gestisce un quota degli stipendi dei professionisti inviati in questo Paese. Una situazione di impasse che ha determinato il fermo delle transazioni finanziarie – con soldi “congelati” sui conti italiani – compiute dai sanitari impegnati tra le corsie degli ospedali.
Quello attualmente in vigore non sarebbe uno stop alle retribuzioni, ma alle transazioni dall’Italia a L’Avana attraverso cui lo Stato caraibico, da mesi sotto embargo degli Stati Uniti, incassa buona parte degli stipendi dei camici bianchi.
Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dall’Ansa su uno stipendio medio mensile di circa 4.700 euro (escludendo gli straordinari), i medici percepiscono infatti al massimo 1.200 euro.
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