Ospedale di Guardiagrele abbandonato, completo disinteresse di Asl, politica regionale e locale

Torna alla carica l’associazione Salute e Diritto, nel denunciare “il completo disinteresse riguardante l’ospedale di Guardiagrele” e si rivolge all’assessore alla Sanità della regione Abruzzo Nicoletta Verì e al direttore della Asl 02 Lanciano Vasto Chieti Mauro Palmieri, chiedendo “se hanno intenzione di migliorare qualcosa presso tale presidio o vogliono continuare ad abbandonarlo così come stanno facendo”.
L’ultima visita del direttore generale risale ad aprile 2025 quando, ricorda l’associazione “fu proprio lui ad annunciare il rilancio dell’ospedale guardiese. Ma da allora nessuno si è poi pronunciato a riguardo. Anche se dagli atti aziendali l’ospedale di Guardiagrele viene riconosciuto come stabilimento di Chieti (dove sono previsti 18 posti letto per acuti, 5 di medicina generale, 5 di geriatra e 8 di lungodegenza), ad oggi nessuno ha chiesto notizie in merito”.
In particolare, si contesta il fatto che “mentre il direttore generale della Asl 02 è andato fisicamente nell’ospedale di Ortona per comunicare la prossima attivazione di ulteriori 28 posti letto per acuti (Ortona è stato classificato ospedale di base), per Guardiagrele non è stata pronunciata nemmeno una parola. Non soltanto da parte dei politici regionali o dai tecnici Asl: nemmeno il sindaco di Guardiagrele Donatello Di Prinzio, nemmeno i sindaci del comprensorio guardiese (dove afferiscono oltre 40mila abitanti) e neanche il comitato ristretto dei sindaci della Asl teatina hanno mai mosso un dito per chiedere e rivendicare un diritto fondamentale per gli abitanti del territorio”.
“Nessuno – incalza l’associazione Salute e diritto – soprattutto negli ultimi tempi, è interessato al futuro di questo presidio dell’entroterra abruzzese che, oltre ad essere fondamentale per la sicurezza sanitaria dei cittadini del comprensorio, funge anche da filtro per gli ospedali maggiori soprattutto per Chieti, il quale senza il presidio di Guardiagrele sarebbe ulteriormente ingolfato di accessi soprattutto riguardanti le patologie minori”.
E i disagi, secondo le testimonianze, sarebbero numerosi. Dal 7 luglio scorso, il reparto di radiologia è attivo soltanto 6 sei ore al giorno anziché 12, senza comunicazioni che ne spiegano la ragione.
“Sembrerebbe – spiegano i referenti dell’associazione Salute e diritto – che il disservizio sia dato dalla mancanza di personale Oss. Quindi hanno deciso di dimezzare l’orario di apertura creando non poche difficoltà al vicino reparto di punto di primo intervento, il quale spesso è costretto a dirottare i pazienti verso l’ospedale di Chieti (creando ulteriore sovraffollamento) perché la radiologia nel pomeriggio e di notte è chiusa. Mentre questo disservizio continua a prolungarsi nel tempo, nessun sindaco del comprensorio, nessuna autorità si è espressa a riguardo. A nessuno è venuto in mente di chiedere spiegazioni alla Asl e semmai la riapertura quanto prima. La politica locale e regionale è completamente assente sul tema ospedale di Guardiagrele”, attacca.
“Inoltre al punto di primo intervento (il quale sta registrando numerosissimi accessi – fungendo da filtro per gli ospedali maggiori) a fine anno andranno in pensione le due unità assunte in pianta stabile”, spiega l’associazione. “Nessuno è interessato a rimpiazzarla se non con gettonisti che a turno vanno a ricoprire da altri incarichi i turni scoperti”.
Da qui, la richiesta al direttore generale e alla politica regionale di fornire notizie certe, soprattutto nella soluzione di “questi piccoli ma grandi disservizi rivolti ai pazienti”.
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