Lazio

25mila euro per entrare in casa, poi le minacce

«Ogni volta che li vedo li picchierò, voglio ammazzarli: prenderò le loro teste e le getterò per terra schiacciandole, te lo giuro sui miei figli». È solo uno dei passaggi agghiaccianti estrapolati dai messaggi vocali inviati a una donna, finiti al centro di un’indagine della Procura capitolina sul racket delle occupazioni abusive che sta scuotendo il quartiere Tuscolano.

Per quella scia di terrore, la Gip del Tribunale di Roma Emanuela Attura ha firmato un’ordinanza che dispone il divieto di dimora nel Comune di Roma nei confronti di due uomini, un peruviano e un brasiliano, gravemente indiziati di tentata estorsione e lesioni aggravate.

L’inchiesta, destinata ad allargarsi ad altri filoni investigativi per individuare i vertici dell’organizzazione che gestisce il mercato nero degli alloggi nella Capitale, ruota attorno a un appartamento di proprietà della Fondazione Enasarco.

Un immobile che sarebbe stato “venduto” illegalmente a una famiglia di cittadini sudamericani dietro il pagamento di cifre capestro.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, i due indagati avrebbero inizialmente preteso ben 25mila euro per garantire l’accesso nell’alloggio del Tuscolano, salvo poi “accontentarsi” di un primo acconto di 16mila euro incassato lo scorso 13 febbraio 2026.

Immagine di repertorio

Quando dopo qualche mese la famiglia ha finalmente varcato la soglia di casa, ha scoperto che si trattava in realtà di un’occupazione abusiva ai danni dell’ente proprietario.

Ma i venditori non si sono fermati: hanno preteso un ulteriore saldo per la transazione – compreso tra i 6 e i 9mila euro – alzando la posta con minacce quotidiane rivolte alla donna e ai suoi familiari.

Le pressioni verbali e le intimidazioni sono presto degenerate nel sangue. A fine maggio uno degli indagati lamentava gli screzi avuti con il marito della vittima: «Se di nuovo tira fuori qualcosa gli spacco la testa».

Promessa mantenuta puntualmente il 3 giugno successivo, quando un parente della donna è stato affrontato in strada, accerchiato e colpito a ferite d’arma da taglio con una bottiglia rotta e un coltello da cucina. I medici del pronto soccorso gli hanno riscontrato un trauma cranico e lesioni allo zigomo e alla fronte con una prognosi di due settimane.

Un quadro indiziario considerato granitico dalla giudice Attura, che ha ritenuto le testimonianze delle vittime perfettamente sovrapponibili alle registrazioni audio, alle immagini delle telecamere di zona e ai referti medici finiti negli atti. Per i due indagati è così scattato l’allontanamento forzato dalla città.

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