Cartiere di Fabriano, un blackout blocca la fabbrica. I dipendenti? Costretti ad usare le ferie
FABRIANO Un guasto a una centralina Enel ha messo ko per diverse ore lo stabilimento fabrianese delle Cartiere Fedrigoni. Per mancanza di energia elettrica, infatti, il personale della macchina MM8 che produce banconote non è entrato al lavoro. Anche questa volta per loro si è dovuto optare per le ferie forzate.
Le aspettative
Le Rsu hanno comunicato che il guasto era in via di risoluzione già nella serata di lunedì e di conseguenza il giorno successivo si sarebbe dovuto lavorare regolarmente.
Così non è stato. Il turno di ieri mattina è entrato alle sei, ma le macchine non sono partite. A metà giornata un nuovo aggiornamento sulla situazione energia. Il problema, però, non è stato risolto e di conseguenza il personale della macchina MM8 non è entrato nemmeno nel quadrante orario pomeridiano 14-22. Anche per loro ferie. Ieri sera, poi, la svolta: il guasto è stato riparato e ieri notte gli operai sono tornati al lavoro.
Mai nessun disagio, invece, la raffinazione, E-close, gli allestimenti e il sito di Rocchetta. A lanciare l’Sos sono stati gli stessi operai che lamentano le precarie condizioni di lavoro e il dover consumare inutilmente le ferie per un problema che si sarebbe potuto evitare se fosse rimasta attiva la centrale termica interna per la produzione di corrente. Ricordiamo che è stato il sindacato Ugl, dopo il black out del 28 giugno, ad accendere i riflettori sulla fragilità energetica dello stabilimento. L’interruzione della fornitura elettrica costrinse l’impianto a fermare la produzione per diversi turni consecutivi, con conseguenze pesanti sia sul piano produttivo che su quello della redditività aziendale. Non è la prima volta che lo stabilimento marchigiano si trova ad affrontare crisi energetiche di portata nazionale: già nel 2003, in occasione del grande blackout che mise in ginocchio l’intero Paese, la fabbrica delle Cartiere di Fabriano riuscì a garantire la continuità produttiva grazie a un assetto energetico autonomo e ben strutturato. «Una capacità di tenuta che oggi lo stabilimento non è più in grado di replicare» ricordano le parti sociali.
Gli sviluppi
Dopo la denuncia del sindacato sembrerebbe che la vendita di una turbogas sia stata stoppata (l’altra turbina è ferma da un anno e mezzo): la loro riattivazione permetterebbe l’autosufficienza energetica che per decenni aveva rappresentato un punto di forza dello stabilimento. I sindacati attendono il nuovo amministratore delegato per fare il punto sulla vertenza e sulla situazione delle caldaie, dopo che, per la guida di Fibercop, Kkr (azionista di maggioranza) ha scelto Marco Nespolo, attuale ad di Fedrigoni. Su questo si attende l’approvazione del Mef.




