Umbria

Carcere di Spoleto, due neo agenti aggrediti dai detenuti di Alta sicurezza trovati coi cellulari

Due neo agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti nel carcere di Spoleto martedì 4 agosto da quattro detenuti del circuito di Alta sicurezza, che nelle scorse settimane sono stati trovati in possesso di telefoni cellulari. A denunciarlo il segretario regionale del Sinappe, Daniele Rosati, che con una nota spiega come uno dei due colleghi picchiati abbia riportato una prognosi di 21 giorni per «un trauma facciale con deviazione del setto nasale».

Per il sindacalista «l’ennesimo episodio violento è la prova definitiva di una situazione ormai fuori controllo e delle condizioni di rischio non più tollerabili in cui opera il personale» all’interno del carcere di Spoleto. Bocciata dal Sinappe, con una nota stampa, anche «la gestione del circuito di Alta sicurezza» considerata «ormai fallimentare» a causa della «mancata adozione di misure straordinarie, di deterrenza e di qualsiasi capacità di contenimento».

L’accusa deriva da una circostanza, che è stata denunciata in queste ore sempre dal sindacato. «I detenuti coinvolti nell’aggressione di martedì erano stati trovati in precedenza in possesso di telefoni cellulari», ricostruisce Rosati, secondo cui al sequestro dei telefoni sarebbero seguite «settimane segnate da un clima di crescente ostilità, che è stato tollerato dall’amministrazione penitenziaria senza adottare le misure previste dalla normativa».

Stando alla ricostruzione del segretario regionale della sigla per «uno dei detenuti di Alta sicurezza coinvolti nell’aggressione di martedì era stato formalmente richiesto da diverso tempo un provvedimento di 14 bis (regime di sorveglianza particolare, ndr) motivato dalla sua pericolosità personale e sociale interna», che però sostiene Rosati non è mai stato adottato. Analoga situazione viene denunciata anche per il detenuto che il mese scorso ha aggredito, sempre nel carcere di Spoleto, due ispettori della penitenziaria.

Ora, dunque, il Sinappe dice di «pretendere» una seria di azioni, a cominciare «dall’emissione dei 14 bis pendenti senza ulteriori ritardi o giustificazioni» e dal «trasferimento urgente dei detenuti responsabili dell’aggressione odierna e di quella del mese scorso». Il sindacato, che considera «inaccettabile l’inerzia», chiede anche «l’istituzione immediata di una sezione dedicata all’isolamento e alla gestione dei casi ad alta criticità, lo sfollamento del circuito Media sicurezza richiesto da tempo dalle  organizzazioni sindacali» e pure «l’apertura di un’inchiesta da parte del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria sulla casa di reclusione di Spoleto per accertare” eventuali “omissioni, ritardi, responsabilità».

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