servono quasi 3mila euro per sanificare i locali
A quasi un mese dalla macabra scoperta di un cadavere nell’ex caserma dei vigili del fuoco di Lanciano, arriva l’ufficialità: quel corpo era di Luciano Mihai, 67 anni, senzatetto romeno che da anni viveva stabilmente a Lanciano, vivendo per strada e arrangiandosi con lavoretti e chiedendo l’elemosina in centro.
A seguito dell’autopsia e degli accertamenti condotti dalla polizia di Lanciano, l’identità è stata accertata e martedì 4 agosto, nella chiesa del cimitero di Lanciano, si è tenuto il funerale in forma privati con i familiari e i più stretti conoscenti dell’uomo. La vicenda di Luciano cela, però, un altro risvolto. Il locale al primo piano dell’ex caserma dei pompieri in via Galvani, è attualmente ancora sotto sequestro.
L’operazione di sanificazione degli ambienti costerebbe circa 2.800 euro, somma che pesa sulle spalle dell’associazione culturale Emeis, che ha in affitto dalla Provincia di Chieti (dall’ottobre 2004) l’appartamento al primo piano dove il 7 luglio scorso è stato ritrovato, in avanzato stato di decomposizione, il corpo del clochard. Dopo aver fatto tanto per togliere Luciano dalla strada, per l’associazione è arrivata anche la beffa di doversi accollare questa spesa. Un ‘debito’ che ha indotto la presidente, Maria Stefania Bomba, ad avviare una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme, accompagnandola con un lungo scritto in cui racconta gli ultimi mesi del senzatetto.
“Durante l’estate scorsa, con i colleghi della Tua spa, ex Sangritana, abbiamo notato un signore malandato, con le stampelle, che dormiva sempre sulla panchina sotto la tettoia della biglietteria della stazione storica di Lanciano – ricostruisce – In estate non ci siamo preoccupati più di tanto, ma con l’arrivo dell’inverno e del freddo, abbiamo iniziato ad aiutarlo un po’ più concretamente, portando delle coperte, la colazione, un pranzo, fino ad arrivare al Natale in cui abbiamo fatto una raccolta fondi per fargli trascorrere un lieto Natale”.
Luciano trascorre così tre giorni, pagati, nell’albergo Roma durante le festività natalizie, in cui i suoi benefattori non gli fanno mancare pasti caldi, anche grazie alla solidarietà di altri. Dopo Natale, è l’albergatore ad ospitarlo gratuitamente, fino a quando, il 20 gennaio, non ha bisogno di tutte le stanze disponibili. “Avevamo tre giorni di tempo per portare via Luciano – racconta ancora la Bomba – Non riuscendo a trovare altra sistemazione, dopo mille ripensamenti e osservando le temperature esterne andare in discesa, vicine allo 0°, decido, in qualità di presidente pro tempore dell’associazione, di portare Luciano alla sede Emeis, in attesa di altra e definitiva sistemazione”.
L’associazione si prodiga a cercare, anche in alcune parrocchie, una sistemazione definitiva ma senza nessun riscontro. Da gennaio a giugno il 67enne inizia una vita autonoma, felice di avere una stanza tutta sua. Dalla metà del mese, poi, nessuno dell’associazione ha più contatti con il clochard. Passano i giorni e Luciano non risponde neanche al telefono. Ed è così, cercandolo nei luoghi che frequentava, che i responsabili dell’associazione fanno la tragica scoperta.
“Il funerale sarà pagato dal Comune di Lanciano, a noi è rimasto l’onere di pulire la sede – spiega la presidente Emeis – che non verrà dissequestrata se non ottemperiamo alla sanificazione degli ambienti tramite una ditta specializzata, secondo il protocollo della Asl. Il preventivo della pulizia è di 2.800 euro! Oltre al dispiacere, oltre alle preoccupazioni, oltre ai soldi già spesi, oltre all’angoscia… anche la beffa! Non ci siamo girati dall’altra parte di fronte a una persona in difficoltà, adesso chiediamo aiuto, in memoria di Luciano, per pagare il debito e far tornare la sede Emeis un luogo abitabile”.
L’appello è stato accolto già da diverse persone. Per chi volesse donare: Associazione culturale Emeis IT07R0538777750000000494800 oppure al link

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