Società

Pubblica amministrazione, concorsi in 5 mesi e stipendi più alti. Zangrillo: “Per la prima volta dopo 18 anni la Pa torna a crescere”

La macchina dello Stato cambia volto e prova a diventare più snella. Dopo quasi vent’anni di attesa, la PA torna a vedere un aumento dei propri dipendenti, puntando su una squadra più giovane e su selezioni decisamente più rapide rispetto al passato.

Paolo Zangrillo, Ministro per la Pubblica Amministrazione, ha tracciato il punto della situazione in un’intervista al quotidiano Il Tempo, spiegando che l’intenzione del governo è quella di dare una spinta decisiva alla modernizzazione di tutta la macchina della pubblica amministrazione.

Una corsa contro il tempo per i nuovi concorsi

Uno dei cambiamenti più visibili riguarda il modo in cui si entra a lavorare per lo Stato. Se prima per completare un concorso pubblico servivano in media due anni e mezzo, oggi la procedura si chiude in appena cinque mesi. L’accelerazione ha permesso di abbassare l’età media dei dipendenti, che è scesa da 52 a 47 anni, portando forze fresche negli uffici.

Il Ministro ha rivendicato i risultati ottenuti sul fronte del reclutamento: “Siamo passati da una durata media per i concorsi di due anni e mezzo a cinque mesi, favorendo la partecipazione dei giovani”. Secondo Zangrillo, questo percorso virtuoso permette finalmente alla macchina statale di crescere in termini di personale dopo un blocco durato 18 anni.

La rivoluzione del merito e le nuove carriere

C’è poi una novità che riguarda la valutazione di chi è già in servizio. Fino a poco tempo fa, quasi la totalità dei lavoratori pubblici riceveva il massimo dei voti, una situazione che la Corte dei Conti aveva definito curiosa. Per dare valore ai talenti, una nuova legge ha stabilito che i giudizi di eccellenza non possono riguardare più del 30% del personale.

“Occuparsi del merito vuol dire occuparsi delle persone, dei lavoratori”, – ha evidenziato Zangrillo – facendo presente che il nuovo sistema serva a premiare chi si impegna davvero. Inoltre, i dirigenti hanno ora la possibilità di proporre la crescita dei propri collaboratori attraverso percorsi trasparenti e imparziali, senza dover passare obbligatoriamente per un nuovo concorso.

Stipendi e contratti: 30 miliardi sul tavolo

Per quanto riguarda le buste paga, il governo ha messo in campo risorse per circa 30 miliardi di euro con le ultime manovre finanziarie. L’investimento serve a coprire i vuoti lasciati dal passato, dato che tra il 2010 e il 2018 i contratti erano rimasti completamente bloccati per milioni di dipendenti.

Zangrillo ha dichiarato che i rinnovi porteranno benefici concreti ai lavoratori: “I rinnovi hanno portato a incrementi retributivi tra il 2022 e il 2027 che oscillano tra il 16% e il 20%”. Si tratta di cifre che permetteranno di recuperare il potere d’acquisto dei salari, con la firma per il triennio 2025-2027 arrivata addirittura con un anno e mezzo di anticipo.

Semplificazione e servizi ai cittadini

L’ultimo pilastro della riforma riguarda il rapporto quotidiano con la burocrazia. Sono state presentate 500 procedure di semplificazione alla Commissione Europea, che le ha approvate tutte. Il Ministro ha scelto di girare l’Italia per ascoltare le richieste di cittadini e imprese, cercando soluzioni pratiche per i problemi più comuni.

Un esempio di questo nuovo approccio è la carta d’identità senza scadenza dedicata a chi ha più di 70 anni. Finora ne sono state emesse quasi 39.000, un segno che il dialogo con il territorio produce risultati utili. Per Zangrillo, la promessa di una Pa efficiente per chi la utilizza ogni giorno è stata mantenuta.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »