«Si fa, l’opposizione soffia sul fuoco»
ANCONA Tira dritto, il Comune. Il forno crematorio si farà. «Per me è il momento di dire sì» ha ribadito l’assessore Stefano Tombolini. «Abbiamo già valutato altre alternative e Bolignano, per distanza dai centri abitati, era quella migliore. L’ultima parola sarà del sindaco, e poi della giunta per la votazione». Sindaco che ha già espresso il suo pensiero: il crematorio si deve fare. E la location è Bolignano, anche se, ha ricordato ieri in un post mentre si trova all’estero in ferie, «nessuna delibera è stata assunta in Giunta, preferendo prima condividere con i cittadini gli aspetti principali. Se mancheranno poi i pareri necessari e dovesse mancarne anche uno solo, si valuteranno altre ipotesi, ma nel frattempo abbiamo attivato il confronto sul territorio». Altre ipotesi che non sono contemplate, anche perché il tempo stringe: entro l’anno vanno fatti partire i lavori.

Il post
Nel suo intervento, Silvetti si è scagliato contro il Pd per «una certa stanca e astiosa propaganda di chi oggi sale sulle barricate dopo aver votato ogni atto possibile sul crematorio.
Santa coerenza. Lo ha sempre previsto nella sua programmazione e ora scappa e si nasconde dietro ai cittadini». La memoria storica non lo tradisce: il forno fu approvato nel 2007 dalla giunta Sturani e rimase nella programmazione con Gramillano e Mancinelli. Il 18 novembre 2024, su 12 consiglieri di minoranza, votò contro soltanto Rubini (Aic). «Oggi il Pd scappa, soffia sul fuoco, istiga le persone contro e si nasconde dietro ai cittadini», accusa il sindaco. Il clima è quello infuocato da post-assemblea pubblica. «Ai cittadini di Candia dico solo di essere più cauti e disponibili a capire piuttosto che a contestare a prescindere». Traduzione politica: confronto sì, diritto di veto no. L’ipotesi Tavernelle è stata scartata dopo 4mila firme. La richiesta era di spostare il crematorio. Palazzo del Popolo lo ha fatto. Ora Bolignano: lotto comunale, area dell’ex inceneritore, due abitazioni entro 200 metri (una disabitata), primo centro abitato a circa 900 metri. Eppure il “no” ha già trovato un nuovo indirizzo: Comitato Respiro Comune. Silvetti rivendica il metodo: «Si chiedeva a gran voce coinvolgimento e processo democratico preventivo. Eccolo servito. Eppure ci sono offese, intimidazioni verso me e il luogo in cui vivo».
La scelta tecnica
Bolignano resta la scelta tecnica. Il sindaco lo aveva ribadito anche il 16 luglio al Corriere Adriatico: «Penso di aver dimostrato la massima disponibilità su Tavernelle. Ma adesso si fa. Punto. Il crematorio non ha caratteristiche inquietanti come quelle che vengono veicolate per strumentalizzare. Altri forni, in Italia, sono dentro la città». Anche perché il forno non è più solo una scelta politica. È un’opera contrattualizzata. La Provincia ha rilasciato l’Aua il 24 ottobre 2024. Ubaldi Costruzioni si è aggiudicata le opere edili nel marzo 2025, Officine Meccaniche Ciroldi il forno e gli impianti nell’aprile successivo. I contratti sono sospesi, non stracciati. Tornare indietro significa aprire il capitolo delle penali e del possibile danno erariale. Il conto è già salito da 2,5 a circa 2,8 milioni (300mila euro in più, soprattutto per portare il gas a Bolignano). Il trasloco vale nove mesi di ritardo, con la ripartenza indicata nei primi mesi del 2027 e l’obiettivo di completare l’opera entro l’anno. Nel frattempo la domanda corre. Nel 2010 le cremazioni riguardavano il 9% dei decessi. Nel 2023 sono state 778 su 1.769: quasi il 44%. In provincia di Ancona non c’è un impianto. Le famiglie devono andare altrove, mentre i cimiteri cittadini hanno sempre meno spazio e i loculi scarseggiano. Il progetto prevede una linea da 1.400 cremazioni l’anno, ampliabile fino a 3mila.




