Discordia pesarese sul piano rifiuti, la consigliera regionale Vitri (Pd): «Stop a nuove discariche»
PESARO Il nuovo presidente della Provincia Alberto Alessandri abbia a cuore le sorti del territorio. Le discariche? Bastano e avanzano quelle attualmente presenti sul territorio. E un deciso no al Piano regionale di gestione dei rifiuti approvato in Consiglio a Palazzo Leopardi due giorni fa dalla maggioranza che sostiene il governo di Francesco Acquaroli.
La visione
Questi i capisaldi della conferenza stampa di ieri della consigliera regionale del Partito democratico Micaela Vitri che ha spiegato chiaramente come «sulla questione dei rifiuti e delle varie politiche in termini di gestione degli stessi la linea la detti il Pd nazionale e sul territorio il gruppo consiliare regionale, sulla scia di quanto votato dalla direzione dei dem lo scorso anno». Quando i dem erano guidati – sulla carta – dall’ex segretaria Chantal Bomprezzi, poi bocciata dagli stessi elettori e costretta alle dimissioni. «Alla luce del Piano che ha avuto il via libera del Consiglio regionale e sul quale tutta l’opposizione ha votato contro, chiediamo due azioni indispensabili per la provincia», ha attaccato Vitri.
«In primis, la rivalutazione del trattamento dei rifiuti nelle discariche di Monteschiantello e Ca’ Asprete. Infatti, c’è chi continua a dire che abbiamo bisogno di nuove discariche. Peccato però che in provincia di Pesaro e Urbino le discariche debbano invece smaltire i rifiuti che vengono prodotti in provincia di Macerata». La deduzione logica quindi è presto fatta: «In provincia di Pesaro e Urbino vanno smaltiti solo i nostri rifiuti in modo da non aver bisogno di altre discariche». Un caposaldo che se ne porta appresso subito un altro. Le opposizioni ribadiscono un deciso no al termovalorizzatore definito dalla Giunta Acquaroli, che dovrebbe sorgere non prima di sette anni nelle Marche. Ed ecco che Vitri lancia la propria proposta: «Chiediamo di arrivare all’approvazione della tariffa puntuale per le famiglie. Un valido esempio è quello dell’Emilia Romagna che ha imposto a tutti i Comuni – entro il 2027 – di procedere in tal senso». In questo modo si incentiverebbe anche la cultura legata alla raccolta differenziata, ancora troppo bassa, oltre a ridurre i rifiuti smaltiti negli impianti. Se per le famiglie la proposta è chiara, cosa propone il Pd per le aziende e i rifiuti speciali che producono?
Ecco che entra in gioco una partecipata pubblica, ovvero Marche Multiservizi, nella quale il Comune di Pesaro ed Hera hanno grossa voce in capitolo. «Mms deve esprimere un “no” secco all’arrivo e allo smaltimento dei rifiuti delle altre province nel nostro territorio. In pratica, deve fare gli interessi dei nostri cittadini», dice Vitri.
Il messaggio per Ceriscioli
Un messaggio nemmeno troppo soft diretto a chi da qualche mese è alla guida di Mms, l’ex presidente della Regione Luca Ceriscioli, anche lui del Pd. Ma che l’area dell’ex governatore e Vitri spesso non siano sulla stessa lunghezza d’onda non è certo un mistero. La consigliera dem ha inoltre messo in evidenza come «l’opposizione abbia chiesto il ritorno al 50% in termini di quota dei rifiuti delle aziende rispetto ai rifiuti urbani nelle discariche. Una richiesta che ha visto l’ok della maggioranza, ma per un solo anno». Vitri ha poi ribadito la necessità di parlare di temi concreti e urgenti, da cui dipende la vita dei cittadini nella loro quotidianità.




