il finto carabiniere di 19 anni viene arrestato a Montecosaro
MONTECOSARO Raggiunge in taxi l’abitazione della vittima e le porta via tutti i gioielli, ma viene subito arrestato dai carabinieri. In manette un 19enne residente in provincia di Napoli, che ieri mattina ha patteggiato la pena ed è tornato in libertà. I fatti sono avvenuti martedì scorso a Montecosaro e l’operazione porta la firma dei militari del Radiomobile della Compagnia di Civitanova.
La ricostruzione
Tutto è iniziato quando al telefono fisso della vittima – una vedova di 84 anni – è arrivata la chiamata di un finto carabiniere. Quest’ultimo ha detto alla donna che la sera prima dei ladri avevano avuto un incidente stradale e avevano indicato il nome dell’84enne per riparare l’auto. Una storia a dir poco strana, che però ha fatto andare nel panico l’anziana. Il truffatore l’ha invitata a presentarsi nella caserma di Montecosaro per chiarire la vicenda, ma la donna ha fatto presente che non poteva lasciare l’abitazione a causa di difficoltà a camminare. A quel punto il finto carabiniere le ha spiegato che doveva registrare tutto l’oro che ha nell’appartamento. E dopo essersi accertato che era sola in casa, ha contattato il 19enne Guido Marsicano, residente a Mariglianella, in provincia di Napoli, per fargli ritirare il bottino.
Il ragazzo si trovava a Civitanova, dove si era recato in treno. E non appena ricevuta la telefonata del complice ha preso un taxi (il tassista è estraneo ai fatti) per andare a Montecosaro, facendosi lasciare vicino a un bar. A piedi ha raggiunto la casa dell’anziana vedova. E dopo essersi qualificato come carabiniere, si è fatto consegnare i preziosi. L’anziana, tuttavia, ha compreso che c’era qualcosa di anomalo e ha allertato il 112. Quello della pattuglia del Radiomobile è stato un vero e proprio intervento lampo, tant’è che Marsicano è stato arrestato vicino al bar, dove ad attenderlo c’era l’ignaro tassista. Il giovane aveva con sé 1,31 etti di oro, tra fede nuziale, bracciali, catenine e medaglie, per un valore complessivo di circa ottomila euro. È stato portato nelle camere di sicurezza della stazione dell’Arma di Porto Recanati, in attesa del processo per direttissima che si è tenuto ieri mattina nel palazzo di giustizia di Macerata.
Il 19enne ha detto al giudice Federico Simonelli di non aver fatto lui la telefonata e di essere andato a casa dell’anziana dopo che un’altra persona gli aveva fornito l’indirizzo. Difeso dall’avvocato Francesco Governatori, ha patteggiato un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa), ed è tornato in libertà. In aula la pubblica accusa è stata sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo.
Il recupero
L’intera refurtiva è stata recuperata dai carabinieri e restituita alla legittima proprietaria. Sono ancora in corso gli accertamenti per risalire alla persona che ha telefonato alla donna, facendola cadere nella trappola. Si tratta dell’ennesimo colpo ai danni degli anziani messo a segno in provincia. E ancora una volta la risposta dei militari dell’Arma è stata tempestiva.




