Emilia Romagna

Niente fiaccolata per Monica Esposito, in Piazza Grande scoppia la rabbia per l’insicurezza


“Modena unita per Monica Esposito” era il messaggio che campeggiava sulla convocazione della manifestazione prevista per questa sera, una fiaccolata per onorare la vittima della strage del 16 maggio. Tuttavia in Piazza Grande non  vi sono state nè la fiaccolata, nè tantomeno il ricordo della 55enne di Nonantola, della quale ieri si sono celebrate le esequie.

Circa 300 persone hanno preso parte all’iniziativa organizzata dal fratello della donna, Giovanni Esposito, che ha fondato un proprio comitato dal nome Verità e Giustizia, il cui striscione campeggiava accanto alla preda ringadora. Un presidio realizzato con il sostengo e la presenza di “Modena merita di più”, il comitato cittadino che si batte per la sicurezza.

Come detto, tuttavia, l’iniziativa è stata contraddistinta da interventi sui temi della sicurezza. Esposito ha rivolto duri attacchi politici al sindaco Massimo Mezzetti, al suo predecessore Muzzarelli e Michele De Pascale, più ha citato i più recenti fatti di sangue, che hanno visto coinvolti italiani e stranieri, evidenziando i “due pesi e due misure” con i quali i fatti sarebbero a suo dire stati affrontati e raccontati. Una serie di slogan duri contro l’immobilismo della politica, con ripetuti appelli ai cittadini a darsi da fare in prima persona,

Esposito si è alternato al microfono con Mattia Meschieri, portavoce di Modena Merita di più, che ha ribadito le battaglie del comitato, invocando interventi risolutori sul fronte della sicurezza cittadina. Diverse testimonianze di cittadini modenesi si sono alternate proprio citando episodi di violenza e sentimenti di paura e preoccupazione per la vivibilità della città.

Dopo circa un’ora di manifestazione, una cittadina ha preso la parola spiegando giustamente che fino a quel momento non era mai stato nominato il nome di Monica Esposito e che la sua idea era quella di venire in piazza proprio per ricordare la donna. Il fratello della vittima ha però controbattuto immediatamente, spiegando che non avrebbe parlato di sua sorella, perchè “i morti si lasciano stare”.

Si sono avuti moneti di tensione, con le forze dell’ordine chiamate a fare da pacieri in concomitanza con l’intervento di Luca Signorelli, l’uomo che ha fermato Salim El Koudri negli istanti immediatamente successivi alla tragedia. Signorelli era infatti presente in piazza ed era stato invitato a parlare, ma il suo intervento è finito anzitempo: quando ha tentato di spiegare che dal suo punto di vista l’attentatore non aveva compiuto un gesto di odio verso gli italiani, Signorelli è stato fischiato e zittito. Sono poi nati dei battibecchi con alcuni presenti, che si sono spinti fino ad invocare la fucilazione per gli stranieri.

Pan piano la piazza si è quindi svuotata, dandosi appuntamento a successive mobilitazioni, sui cui contenuti tuttavia non vi è alcuna chiarezza.


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