Economia

I giovani scelgono le bevande No e low alcol per motivi di benessere e consapevolezza


Non per obbligo, ma per scelta. Il Nolo (No e low alcol) smette progressivamente di essere appannaggio di chi non può o non deve consumare bevande alcoliche e diventa espressione identitaria per il 16% degli Zoomer e l’8% dei Millennial. A rilevarlo è uno studio condotto nel mese di aprile da Ipsos Doxa per conto di Mionetto, storico produttore di prosecco Docg, che ha coinvolto un campione di 525 persone equamente distribuite tra Zoomer e Millennial.

Sebbene la necessità di mettersi al volante da sobrio rappresenti ancora la motivazione principale al consumo di Nolo per il 24% degli Zoomer e il 36% dei Millennial, le bevande No e low alcol paiono essere ormai sdoganate per l’aperitivo del venerdì sera (30% tra gli Zoomer e 22% per i Millennial) e la cena al ristorante (25% vs 32%) o a casa (16% vs 23%). “I dati confermano che anche in Italia si sta diffondendo tra i giovani il fenomeno dei ‘sober curious’, consumatori che scelgono di ridurre o sospendere il consumo di alcol per motivi di benessere e consapevolezza – commenta Fabio Boldini, chief commercial officer Italia di Mionetto – Il bere, del resto, è sempre meno legato a un’unica modalità di consumo bensì a momenti, contesti e abbinamenti diversi. Per questo diventa fondamentale ascoltare le persone e accompagnare il cambiamento con un’offerta capace di coniugare qualità, identità ed esperienza”.

La crescita del segmento No e low alcol così come il ruolo sempre più rilevante della mixology Nolo sono, del resto, tra le espressioni più interessanti di questa evoluzione che vede il 67% degli Zoomer e il 62% dei Millennial sempre più consapevoli dei benefici in termini di lucidità, assenza di postumi e relax che queste bevande offrono. Senza compromessi.


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