Nuova aggressione nel carcere San Donato, l’Uspp chiede il trasferimento urgente del detenuto

Due agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti nel carcere di Pescara da un detenuto considerato ad elevata pericolosità. L’episodio, avvenuto domenica 26 luglio, si inserisce in una serie di violenze già segnalate all’interno della struttura: lo stesso detenuto aveva in precedenza aggredito un medico in servizio e tenuto comportamenti violenti nei confronti di altri operatori. A complicare il quadro, la scelta del soggetto di interrompere volontariamente le proprie cure sanitarie.
L’Uspp (Unione sindacati polizia penitenziaria) ha inviato una nota formale al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Lazio, Abruzzo e Molise, chiedendo il trasferimento immediato del detenuto e ribadendo la propria vicinanza agli agenti feriti.
La richiesta del sindacato
Il segretario regionale Uspp, Sabino Petrongolo, ha definito la situazione insostenibile. “Siamo di fronte a un’emergenza continua e intollerabile. Non possiamo assistere inermi all’incolumità del nostro personale messa quotidianamente a repentaglio da un soggetto palesemente ingestibile. Ai colleghi rimasti feriti nell’aggressione di ieri va tutta la vicinanza e la solidarietà dell’Uspp, unitamente al nostro più sincero augurio di una pronta guarigione e di un rapido rientro in servizio. Allo stesso tempo, chiediamo al Provveditorato e ai vertici dell’amministrazione un provvedimento d’urgenza immediato: il trasferimento del detenuto non è più rinviabile”.
Il sindacato ha sottolineato come la casa circondariale di Pescara non sia adeguata a gestire un caso di tale gravità, sia sul piano clinico che comportamentale. L’Uspp ha inoltre avvertito che, in assenza di un riscontro rapido da parte degli organi superiori, adotterà ogni ulteriore iniziativa a tutela dei lavoratori.
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