Tribunale di Bolzano, si cerca una sede vicina

BOLZANO. Scade ieri, 21 luglio, a mezzanotte il bando per individuare la nuova sede temporanea del Tribunale di Bolzano. L’obiettivo della Provincia di Bolzano è scegliere l’immobile entro venerdì, così da consentire la ripresa a pieno regime dell’attività giudiziaria dopo il crollo dell’edificio.
«Si sono fatte avanti diverse persone interessate a capire se i propri immobili potessero essere idonei – spiega l’assessore Christian Bianchi –. Ora esamineremo le proposte e ci incontreremo con la presidente per valutare le offerte in base alla metratura, alla distribuzione interna e alla posizione».
Nei giorni scorsi si è già svolto un confronto con la presidente del tribunale Francesca Bortolotti e con la direttrice di ripartizione Virna Bussadori. L’indicazione condivisa, anche su richiesta di Procura, avvocati e personale giudiziario, è quella di restare nelle vicinanze dell’attuale sede. Esclusa quindi l’ipotesi di un trasferimento in zona industriale. La struttura dovrà ospitare tra 150 e 200 persone per circa sei anni.
Le ricerche si concentrano tra il centro cittadino e San Quirino. Tra gli immobili potenzialmente disponibili viene indicato anche Habitat del gruppo Tosolini, anche se sulla trattativa prevale il massimo riserbo.
Intanto in piazza Tribunale proseguono senza sosta le operazioni di sgombero delle macerie. Gli operai stanno realizzando una rampa provvisoria con un rilevato di sabbia per consentire agli escavatori di raggiungere la scalinata e rimuovere il materiale, alleggerendo la struttura. È iniziato anche il recupero dei fascicoli finiti sotto i detriti: gli atti che risultano ancora utilizzabili vengono salvati e sistemati in grandi scatoloni. Parallelamente si valuta la realizzazione di un sistema di rinforzo della facciata, poiché alcune colonne sarebbero a rischio di cedimento.
Sul fronte della sicurezza, Christian Bianchi precisa che l’accesso all’edificio viene regolato con estrema cautela. «Più che un inconveniente parlerei di una gestione molto delicata della sicurezza. Quando gli escavatori sono in funzione e provocano vibrazioni non è possibile far entrare il personale. Per conciliare le esigenze del cantiere con il recupero di computer e fascicoli abbiamo stabilito turni distinti, alternando le attività di demolizione ai momenti in cui sarà possibile accedere all’edificio in sicurezza».
Le attività del Tribunale di Bolzano sono state temporaneamente redistribuite tra la Corte d’Appello, che ospita i giudici, e gli uffici finanziari di fronte al tribunale, dove operano Procura e Polizia giudiziaria. Per parte del personale amministrativo è stato attivato lo smart working. I processi restano sospesi, mentre le udienze di convalida si tengono nel carcere cittadino. È stata inoltre individuata una soluzione provvisoria anche per l’ufficio che rilascia i certificati di appartenenza al gruppo linguistico, in attesa del via libera definitivo al trasferimento dei documenti.
Proseguono infine le indagini della Procura, che ha aperto un fascicolo per crollo colposo contro ignoti. Sono già stati sentiti i primi testimoni presenti nell’edificio al momento del cedimento, tra cui addetti alle pulizie e il custode. Successivamente saranno ascoltati il direttore dei lavori e i responsabili della Merotto Bau, l’impresa incaricata della sostituzione dei pilastri. Gli investigatori dovranno chiarire se gli interventi avviati a maggio abbiano avuto un ruolo nel crollo oppure se il cedimento sia stato indipendente.
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