Trentino Alto Adige/Suedtirol

45 anni tra Portici, calcio e amicizie


MERANO. Karl Mathà all’anagrafe. Il Califfo per tutti. Ma anche Carletto, «perché non ha alcun senso non convivere fra di noi, chi è di madrelingua tedesca e chi italiana». Il Califfo è uno e centomila. Pensionato da qualche tempo, ma figuriamoci se se ne sta con le mani in mano. Di recente era tra gli organizzatori – e arbitro – del tiro alla fune sotto i Portici per la ricorrenza del 35° anniversario del Comitato Centro Storico. Uno di quei personaggi che animano una città.

Già, ma perché Califfo?

Semplice, perché da giovane giravo del celebre motorino che portava quel nome. E in sella al quale mi divertivo tantissimo.

E allora, ci faccia tornare a quegli anni.

Sono stati 45 anni nella ristorazione e nell’accoglienza, dopo aver frequentato l’alberghiera Savoy fra il 1977 e il 1978. Poi il militare a Cuneo, nel IV Corpo d’Armata, prima di tuffarmi nel lavoro. Ma anche nel godermi la vita, intrecciando rapporti con i tanti “attori” della città, senza barriere, e pensando anche a proporre momenti di solidarietà e beneficenza.

Di certo in tantissimi la ricordano per la sua attività sotto i Portici. Ma anche per tante altre cose, in parallelo all’attività professionale. Ci fa una lista partendo da quella a cui tiene di più?

Difficile fare una classifica. Di sicuro mi è sempre piaciuto coinvolgere le persone e stringere amicizie, guardando avanti con ottimismo.

Beh, è molto conosciuto nel mondo del calcio.

In campo o fuori, ho sempre corso dietro a un pallone. Settore giovanile di Passirio, Rifiano, Lagundo, Maia Alta. E del Maia Alta sono ancora un collaboratore. Ma partecipavo anche al Comitato Centro Storico, e nell’organizzazione della partita annuale tra Portici Superiori e Portici Inferiori. In tanti se la ricordano.

Sembra di stare in un frullatore di idee e iniziative.

Con il Comitato Centro Storico abbiamo proposto e allestito tante cose, tra cui le feste di apertura stagionale, a Pasqua, e i Törggelen in autunno. Ma anche, per esempio, i Frühschoppen e le serate del venerdì. Ma ancora prima sono stato tra i fondatori del Club Maia Bassa. E membro della banda cittadina di Merano.

Torniamo al calcio. Tante esperienze, molte persone conosciute… e non solo altoatesine.

Intanto abbiamo festeggiato la splendida, quasi miracolosa, salvezza del Maia Alta in Serie D. Tornando indietro nel tempo, ho avuto la fortuna di incontrare anche uno che ha vinto tantissimo e che, pur senza troppa fortuna, ha rappresentato l’Italia ai Mondiali: Carlo Ancelotti. Ma nel locale di famiglia sotto i Portici ho ospitato anche, fra gli altri, Gerd Müller e Sepp Maier.

Altri tempi. Come è cambiata la città?

Certo, è cambiata. Ma fa parte della vita. Ricordiamoci però che qui abbiamo tutti: le Terme, l’ippodromo, i parchi, i mercatini di Natale. Tutto per stare bene. E io, Merano, la vedo sempre bella. Forse perché ne sono innamorato da sempre.


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