Partecipazione e decentramento, il Pd chiede un progetto entro 90 giorni

I consiglieri comunali del Partito democratico di Arezzo hanno depositato in consiglio comunale un atto di indirizzo per chiedere all’amministrazione di avviare una sperimentazione di nuove forme di decentramento partecipativo sul territorio. L’atto impegna sindaco e giunta a presentare un progetto entro novanta giorni, valido per l’intera durata del mandato.
Affluenza in calo, il Pd chiede risposte concrete
La proposta nasce da un dato politico preciso. “L’iniziativa – sottolineano i consiglieri comunali – parte da un dato politico: alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio l’affluenza alle urne ad Arezzo si è fermata al 59,25%, in ulteriore calo rispetto al 66,78% del 2020. Un segnale della crescente distanza tra cittadini e istituzioni, a cui si aggiunge la nascita, negli ultimi cinque anni, di diversi comitati spontanei critici verso scelte dell’amministrazione comunale”.
L’atto richiama la normativa regionale toscana in materia di partecipazione, le leggi regionali del 2007 e del 2013, e l’articolo 10 dello statuto comunale, che impegna il comune a favorire il dialogo tra istituzioni e cittadinanza. Viene inoltre ricordato come la soppressione delle circoscrizioni di decentramento, disposta dalla legge finanziaria del 2010, sia oggi possibile solo per i comuni sopra i 100mila abitanti, rendendo necessario individuare per Arezzo strumenti alternativi, anche valorizzando la rete dei centri di aggregazione sociale già presenti sul territorio”.
Gli impegni richiesti a sindaco e giunta
Nel merito, gli impegni chiesti all’amministrazione riguardano “la presentazione, entro novanta giorni, di un progetto e un regolamento per sperimentare nuove forme di partecipazione territoriale per la durata del mandato. Si chiede inoltre l’individuazione di ambiti ottimali di decentramento e dei relativi organismi di rappresentanza, l’obbligo di consultare tali organismi su opere, infrastrutture e servizi pubblici locali che riguardano specificamente il loro territorio, e una periodicità stabile di confronto con la cittadinanza. Il progetto, una volta approvato, dovrà essere sottoposto all’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, per accedere ai contributi previsti dalla normativa regionale.”
Le dichiarazioni dei consiglieri
“Il calo dell’affluenza al voto non si combatte con gli appelli ma con strumenti concreti che restituiscano ai cittadini un ruolo reale nelle scelte che riguardano il loro quartiere – dichiara Vincenzo Ceccarelli. Con questo atto chiediamo alla giunta di mettere in campo, in tempi certi, un progetto serio di decentramento partecipativo, che non resti sulla carta e che valorizzi i centri di aggregazione sociale e le realtà attive sul territorio”.
“La partecipazione non è un accessorio ma una condizione per la tenuta della democrazia locale – aggiunge Lucia De Robertis. Con questo atto vogliamo che i cittadini abbiano una sede stabile e riconosciuta per essere ascoltati prima che le decisioni siano prese, non dopo”.
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