Lazio

c’è l’ombra di una rete di complici dietro la fuga

Una fuga pianificata nei minimi dettagli e, con ogni probabilità, coperta da una rete di fiancheggiatori.

È questa l’ipotesi attorno alla quale si stanno stringendo i nodi investigativi della Squadra Mobile di Roma per catturare Shahadat Hossain, il cittadino bengalese di 43 anni attivamente ricercato per la strage di via Montiglio, nel quartiere Casalotti.

Nel massacro, consumato lo scorso 26 giugno 2026, hanno perso la vita il capofamiglia Kamal Uddin, la moglie Jahan e la loro figlioletta Arowa, di soli otto anni.

L’unico sopravvissuto, il figlio ventenne Amir, sta lottando tra la vita e la morte al Policlinico Gemelli dopo un delicatissimo intervento neurochirurgico subito alla testa per aver tentato di fare da scudo ai genitori.

L’ipotesi della fuga assistita da una rete di connazionali

I magistrati della Procura di Roma, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, ipotizzano che il killer non sia svanito nel nulla da solo. Le ore immediatamente successive al triplice omicidio sono giudicate cruciali: Hossain è riuscito a superare i posti di blocco e a dileguarsi dall’area di Casalotti troppo rapidamente.

Gli agenti della Mobile stanno analizzando i tabulati telefonici delle sue ultime chiamate e i video delle telecamere stradali per individuare i fiancheggiatori che potrebbero avergli fornito una macchina, denaro contante o un rifugio sicuro per nascondersi o tentare di lasciare l’Italia.

I due moventi: la pista sentimentale e la misteriosa lettera anonima

Mentre i reparti della scientifica analizzano i telefoni cellulari e i computer sequestrati nella casa del delitto e in uso al sospettato, le indagini sul movente si muovono lungo due direttrici parallele:

Il movente passionale: Dall’analisi preliminare di alcune chat di messaggistica istantanea sarebbero emersi indizi pesanti su una presunta relazione extraconiugale all’interno della cerchia di conoscenze della famiglia, un elemento che potrebbe aver scatenato la furia omicida per motivi di onore o gelosia.

La pista economica ed estorsiva: Nelle ultime ore i Carabinieri hanno acquisito una lettera anonima di minacce ricevuta circa un anno fa dal padre di Kamal Uddin. Nel testo venivano formulate pretese estorsive stringenti, con richieste di consegna di grosse somme di denaro e gioielli di famiglia.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’incrocio dei dati digitali, ma l’obiettivo prioritario resta intercettare Hossain prima che riesca a varcare i confini nazionali.

Le testimonianze dei parenti della comunità bengalese di Roma, sotto shock per l’efferatezza del delitto, si stanno rivelando decisive per ricostruire gli ultimi mesi di attrito tra il ricercato e le vittime.

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