regole più chiare e sanzioni più severe

BOLZANO. Il Consiglio provinciale ha approvato l’articolo 24 della Legge Omnibus, introducendo una serie di modifiche alla normativa che disciplina l’attività estrattiva in Alto Adige. L’intervento aggiorna la legge provinciale del 2023 con l’obiettivo di rendere più chiari i criteri per la gestione delle cave, bilanciando le esigenze produttive con la tutela dell’ambiente e del territorio.
Tra le principali novità figurano l’introduzione di un limite volumetrico come parametro di riferimento per eventuali modifiche alle attività estrattive e una revisione del sistema delle concessioni, che non saranno più automaticamente limitate a vent’anni ma potranno essere valutate caso per caso in base alle caratteristiche dell’intervento e al fabbisogno effettivo. Approvato inoltre un emendamento che elimina il comma dedicato alle cave di torba, tema che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.
“L’obiettivo è trovare un equilibrio tra le esigenze di approvvigionamento delle materie prime, la salvaguardia dell’ambiente e la tutela dei territori, assicurando al tempo stesso certezza delle regole per imprese e cittadini”, ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Marco Galateo. Nel dibattito ha ricordato che “nessuno desidera un’attività estrattiva vicino alla propria abitazione, ma è altrettanto evidente che tali materiali sono indispensabili per il settore delle costruzioni e per numerose opere pubbliche”, sottolineando che le decisioni devono basarsi su criteri trasparenti e su un fabbisogno oggettivo.
La riforma interviene anche sul fronte dei controlli, con un rafforzamento del sistema sanzionatorio per rendere più efficaci le misure contro eventuali violazioni. “È questa la direzione che abbiamo voluto imprimere alla riforma: dare regole chiare, garantire controlli efficaci e assicurare che il comparto possa continuare a operare nel rispetto dell’interesse pubblico e dell’ambiente”, ha concluso Galateo.
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