Cultura diffusa, Manetti in Lunigiana: “Patrimonio unico che racconta radici Toscana”
L’assessora a Pontremoli, Mulazzo e Vinca
Scritto da Lorenza Berengo, venerdì 3 luglio 2026 alle 15:55
Dal museo delle Statue Stele di Pontremoli al teatrino Malaspina e al castello di Lusuolo a Mulazzo, fino al borgo di Vinca nel Comune di Fivizzano. Più tappe hanno contraddistinto il tour culturale dell’assessora Cristina Manetti in Lunigiana dove si è recata stamani accompagnata dai sindaci, dagli assessori alla cultura e vari rappresentanti delle istituzioni culturali
Nella prima tappa a Pontremoli, l’assessora Manetti, con il sindaco Pietro Camillo Cocchi, l’assessora alla cultura Annalisa Clerici e il consigliere regionale Iacopo Maria Ferri ha visitato il Museo delle Statue Stele di Pontremoli, ospitato nel Castello del Piagnaro, uno dei luoghi simbolo della preistoria europea. La Regione Toscana ha sostenuto il recupero e l’adeguamento funzionale del museo con un finanziamento di 900 mila euro attraverso i fondi PAR FAS 2007-2013.
“La Lunigiana – ha spiegato Cristina Manetti- rappresenta uno degli esempi più significativi della Toscana diffusa: un territorio straordinario che custodisce un patrimonio unico e identitario, capace di mettere in dialogo migliaia di anni di storia con la cultura contemporanea. Le Statue Stele raccontano una storia che affonda le radici in oltre quattromila anni fa: sono una delle più antiche testimonianze artistiche giunte fino a noi, precedono perfino la civiltà etrusca e rappresentano un unicum che si trova soltanto in questo territorio. È un patrimonio di valore europeo che merita di essere sempre più conosciuto e valorizzato. Per questo stiamo lavorando affinché il Museo delle Statue Stele entri a far parte del sistema museale della Toscana, rafforzandone ulteriormente la promozione e l’attrattività”
Successivamente l’assessora ha visitato il teatrino Malaspina di Mulazzo accompagnata dal sindaco Claudio Novoa e dall’assessore alla cultura Antonio Ferrari Vivaldi. Su questo spazio la Regione Toscana ha investito oltre 700 mila euro tra il 2022 e il 2024 destinati all’acquisto, al recupero e alla valorizzazione dello storico edificio, e il Castello di Lusuolo, altro luogo di grande valore storico e culturale per il territorio.
“Il teatrino Malaspina di Mulazzo- ha proseguito Manetti- , che riaprirà a settembre dopo l’importante intervento finanziato dalla Regione Toscana, tornerà a essere il cuore culturale del borgo. Ma non guardiamo soltanto alla tutela del patrimonio: questi piccoli centri dimostrano di essere luoghi vivi, capaci di parlare al presente. Mulazzo sarà infatti sede di una delle residenze artistiche finanziate dalla Regione con il Fondo sociale europeo, accogliendo giovani artisti da tutta Italia. È la dimostrazione che i borghi della Toscana interna non sono soltanto custodi della memoria, ma laboratori di creatività contemporanea, dove la cultura continua a produrre nuove idee, nuove relazioni e nuove opportunità.
L’assessora ha visitato anche il Castello di Lusuolo “che – ha specificato- testimonia la straordinaria ricchezza della Lunigiana. È un luogo conservato in maniera eccellente che racconta il ruolo strategico di questo territorio, porta di accesso alla Toscana lungo la Via Francigena. L’insieme dei castelli della Lunigiana costituisce- ha concluso l’assessora- un patrimonio di straordinario valore storico e rappresenta oggi anche un importante fattore di attrazione per un turismo culturale sempre più attento alla qualità e all’identità dei luoghi”.
La giornata si è conclusa nel borgo di Vinca, nel Comune di Fivizzano, dove è stato presentato il progetto “Vincanta”, che sarà sostenuto dalla Regione Toscana nel 2026 con un contributo di 20 mila euro nell’ambito della misura dedicata al welfare culturale, finalizzata a promuovere iniziative capaci di coniugare cultura, partecipazione e coesione sociale.
“Con progetti come Vincanta- ha aggiunto in conclusione l’assessora alla cultura- e con gli investimenti nei musei, nei teatri e nelle residenze artistiche continuiamo a costruire una rete culturale che tiene insieme storia, contemporaneità e partecipazione. È questa la Toscana diffusa che vogliamo: una Toscana in cui anche i borghi più piccoli siano protagonisti della vita culturale regionale e guardino al futuro senza perdere la propria identità.
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