Puglia

Bari, rifiuti abbandonati sulle complanari della Statale 100

Cumuli di rifiuti, sterpaglie, plastica e materiali abbandonati ai margini della carreggiata. È questa la cartolina che accoglie automobilisti e residenti lungo alcune complanari della Statale 100, alle porte di Bari. Una situazione che, giorno dopo giorno, continua a peggiorare e che alimenta proteste e segnalazioni da parte dei cittadini.

Siamo in strada Scanzano lungo la complanare Ovest della SS100. Qui il ciglio della strada è trasformato in una vera e propria discarica a cielo aperto. Sacchi di rifiuti, imballaggi, materiali di scarto e altri ingombranti si susseguono per decine di metri, in un contesto di evidente degrado. Un problema che non riguarda soltanto l’aspetto estetico. L’abbandono incontrollato dei rifiuti rappresenta infatti un potenziale rischio per l’ambiente e per la sicurezza stradale, soprattutto in una zona attraversata ogni giorno da decine di veicoli. Con il vento e il maltempo, parte dei materiali può finire sulla carreggiata o disperdersi nelle campagne circostanti.

La zona è di competenza di Anas: l’azienda, come riportato in una nota, ha organizzato una raccolta di rifiuti sul ciglio delle complanari della Statale 16, nel territorio di Mola di Bari, all’inizio del mese di giugno. Nessun’attività in programma, al momento, è stata annunciata nell’area che circonda la Statale 100. Il cartello affisso in Strada Scanzano vieta l’abbandono di rifiuti: divieto evidentemente non rispettato da decine di automobilisti. A limitare il fenomeno è l’attività costante della Polizia Metropolitana: gli agenti utilizzano 25 fototrappole, che cambiano posizione sul territorio di competenza ogni 15 giorni, per incastrare gli sporcaccioni. Dall’inizio del 2026 sono state elevate circa 100 sanzioni con conseguente ritiro della patente.

Intanto i rifiuti continuano ad accumularsi lungo le complanari della Statale 100, trasformando uno dei principali accessi alla città in una discarica a cielo aperto. Un’immagine che racconta l’inciviltà di chi abbandona i rifiuti ma anche la necessità di interventi più rapidi e incisivi.




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