Ddl caccia, i venatori sardi: “Confrontarsi sui contenuti reali, non sugli slogan”
Oristano
Nota firmata da Marco Efisio Pisanu
“La riforma della legge sulla caccia non abolisce i parchi e non elimina le aree protette”. Lo afferma Marco Efisio Pisanu, presidente dell’Associazione Caccia, Pesca e Tradizioni Sardegna, intervenuto con una nota dopo il primo via libera del Senato al disegno di legge sulla caccia. Il testo, approvato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti, passerà ora all’esame della Camera.
Secondo Pisanu, nel dibattito delle ultime settimane sarebbero circolate affermazioni non corrispondenti ai contenuti reali del provvedimento. “I cittadini hanno letto e ascoltato che la riforma consentirebbe la caccia ovunque, abolirebbe le aree protette o limiterebbe il diritto di manifestare contro la caccia”, ha scritto il presidente. “Invitiamo tutti a verificare direttamente il testo”.
Il ddl, a prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan e condiviso dal resto della maggioranza, modifica la legge del 1992 e introduce diverse novità: definisce la caccia come attività utile alla conservazione della biodiversità, attribuisce ai cacciatori il ruolo di “bioregolatori” e amplia le specie cacciabili, tra le particolarmente protette non figura più il lupo.
“Come associazione venatoria rispettiamo pienamente il diritto di chiunque di essere contrario alla caccia e di esprimere liberamente le proprie opinioni. Il confronto democratico”, si legge nella nota firmata da Pisanu, “è il fondamento di ogni società civile. Riteniamo però che il confronto debba svolgersi sulla base dei contenuti reali delle norme e non attraverso slogan o interpretazioni che rischiano di generare disinformazione. La riforma non abolisce i parchi nazionali e regionali, non elimina il sistema delle aree protette e non cancella il principio secondo cui la fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato. Allo stesso modo, nessuna disposizione impedisce ai cittadini di manifestare liberamente il proprio dissenso nei confronti dell’attività venatoria. Naturalmente il disegno di legge contiene modifiche che possono essere condivise o contestate. È normale che su alcuni aspetti vi siano sensibilità diverse e opinioni differenti. Ma una cosa è il dissenso politico, altra cosa è attribuire al provvedimento contenuti che non contiene”.
“Come cacciatori”, va avanti Pisanu, “siamo i primi a chiedere regole chiare, controlli rigorosi e una gestione faunistica fondata su basi scientifiche. Siamo inoltre stanchi di vedere descritta la figura del cacciatore come quella di un soggetto interessato esclusivamente al prelievo venatorio. Ogni anno migliaia di cacciatori collaborano con le istituzioni nel monitoraggio sanitario della fauna selvatica, nella raccolta di dati biologici, nel contrasto alle malattie trasmissibili, nella prevenzione dei danni alle colture agricole e nelle attività di gestione richieste dagli enti pubblici. Si tratta di un contributo concreto, spesso poco conosciuto dall’opinione pubblica, ma riconosciuto da amministrazioni, servizi veterinari e dal mondo agricolo. Per questo motivo riteniamo che il confronto sulla riforma debba svolgersi in maniera seria e rispettosa, senza demonizzazioni e senza campagne fondate sulla paura. La tutela della biodiversità, la conservazione della fauna selvatica e la gestione equilibrata del territorio sono obiettivi che appartengono a tutti, non soltanto a una parte”.
“Invitiamo quindi cittadini, amministratori e mezzi di informazione a leggere il testo della riforma e a valutarne i contenuti reali prima di formulare un giudizio. Nel lungo periodo”, conclude il presidente dell’Associazione Caccia, Pesca e Tradizioni Sardegna, “le affermazioni non coerenti con i fatti non reggono alla verifica del testo normativo e finiscono per ritorcersi contro chi le diffonde, compromettendone la credibilità davanti a un’opinione pubblica che oggi ha pieno accesso alle fonti ufficiali e agli atti parlamentari. La fiducia dei cittadini si costruisce sulla trasparenza dei contenuti, non sulla loro semplificazione”.
Giovedì, 25 giugno 2026
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