Dove è stata girata la serie Netflix Storia della mia famiglia: dagli scorci romani a Spaccanapoli, tutte le location più suggestive
Storia della mia famiglia, la serie ideata da Filippo Gravino e diretta da Claudio Cupellini, di cui la seconda stagione si può vedere su Netflix dal 10 giugno, affronta temi complessi come la malattia, il lutto e la genitorialità con uno sguardo delicato, alternando momenti di commozione a situazioni cariche di umanità e ironia. Ma oltre alle interpretazioni di Eduardo Scarpetta, Vanessa Scalera, Massimiliano Caiazzo e, da quest’anno anche di Sergio Castellitto, c’è un altro elemento che contribuisce a rendere credibile e coinvolgente il racconto: le location.
I luoghi scelti dalla produzione non rappresentano semplicemente uno sfondo narrativo. Diventano anch’essi protagonisti della storia, riflettendo le emozioni dei personaggi e accompagnandone il percorso umano. A dominare la scena è soprattutto Roma, mostrata però in una veste diversa rispetto a quella delle grandi produzioni turistiche.
La capitale all’interno della serie è infatti una città vissuta, quotidiana, fatta di quartieri popolari, spazi verdi e strade percorse ogni giorno da migliaia di persone. Gran parte delle riprese della seconda stagione si è concentrata nell’area del Tuscolano, una delle zone residenziali più estese della città. Qui il traffico, i negozi di quartiere, i parchi e le piazze contribuiscono a costruire quell’atmosfera familiare che caratterizza l’intera serie. Tra le aree più riconoscibili compaiono Piazza Ragusa e il Parco Giordano Sangalli.
Quest’ultimo rappresenta uno dei polmoni verdi della zona orientale di Roma e offre un’interessante testimonianza del passato della città. Passeggiando lungo i suoi sentieri è infatti possibile osservare i resti degli antichi acquedotti romani, opere ingegneristiche che per secoli hanno alimentato la capitale dell’Impero. La presenza di queste vestigia storiche crea un suggestivo contrasto tra il passato monumentale e la vita contemporanea raccontata dalla serie.
Il quartiere Tuscolano custodisce inoltre un patrimonio archeologico spesso ignorato dai circuiti turistici tradizionali. Le antiche mura e le porte legate al sistema degli acquedotti testimoniano l’importanza strategica di quest’area sin dall’età romana. Non lontano si trova il Mandrione, una zona che nel corso del Novecento ha assunto un forte valore simbolico nella cultura italiana.
Qui, grandi registi come Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini hanno ambientato alcuni dei loro capolavori come Accattone (1961) e Mamma Roma (1962) e Roma (1972), contribuendo a trasformare questo angolo della città in una rappresentazione dell’anima più profonda e popolare di Roma.
Le riprese si sono spinte anche verso luoghi più celebri della capitale. In alcune sequenze si riconoscono scorci del Tevere e vedute simboliche della Città Eterna. Tra queste emerge Piazza Adriana, situata a pochi passi da Castel Sant’Angelo. Da qui si apre una delle prospettive più iconiche sul centro storico romano, con la cupola di San Pietro che domina l’orizzonte.
Anche altri quartieri contribuiscono a definire l’identità paesaggistica della serie. Compaiono infatti la zona della Piramide Cestia, monumento funerario unico nel panorama romano costruito nel I secolo a.C., l’elegante quartiere Parioli e la celebre Via Veneto. Quest’ultima conserva ancora oggi il fascino della stagione della Dolce Vita, quando registi, attori e giornalisti provenienti da tutto il mondo la resero uno dei simboli internazionali del cinema italiano.
Se Roma rappresenta il presente dei protagonisti, la Campania incarna invece la dimensione dei ricordi e delle radici familiari. Già nella prima stagione la serie aveva mostrato alcune località della regione, e anche nel secondo capitolo queste presenze continuano ad avere un ruolo importante.
Tra i luoghi più significativi c’è Ercolano, città situata alle pendici del Vesuvio. Nota in tutto il mondo per il suo straordinario sito archeologico, conserva i resti dell’antica Herculaneum, sepolta dall’eruzione del 79 d.C. insieme a Pompei. A differenza di quest’ultima, Ercolano ha restituito edifici, decorazioni e persino elementi in legno eccezionalmente conservati, offrendo agli studiosi una fotografia dettagliata della vita quotidiana nell’antica Roma. Una scelta questa, che rappresenta il legame con la memoria e con il passato, intrecciandosi perfettamente con i temi della serie.
Un’altra presenza fondamentale è la Penisola Sorrentina, una delle aree più suggestive dell’Italia meridionale. Qui i borghi affacciati sul Golfo di Napoli e i panorami che si aprono sul mare offrono una dimensione quasi sospesa nel tempo. Le immagini della Costiera diventano un rifugio per i personaggi, luoghi della mente prima ancora che spazi fisici. L’Italia si sa, è bellissima, ma la serie ha scelto questi luoghi non tanto per stupire lo spettatore ma con l’intenzione di dare anche un sentimento di vita vissuta, evocando appartenenza e ricordi in quella che è una serie familiare che sconvolge gli animi.
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