un progetto trasfrontaliero per la sostenibilità alimentare
12 giugno 2026 – ore 18:00 – Oggi a Udine sono state tratte le conclusioni del progetto transfrontaliero FOODIS, un’iniziativa co-finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg Italia-Austria 2021-2027 che per due anni ha strutturato una collaborazione tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia sui temi della sostenibilità alimentare, della riduzione degli sprechi e della cooperazione tra istituzioni, sistema sanitario, ricerca, imprese e mondo associativo. Gestito dalla Fondazione Agrifood Fvg, il progetto ha visto la partecipazione attiva dei partner Logistik Center Austria Süd, Università di Vienna, Università di Salisburgo, Insiel e Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI). L’obiettivo principale è stato quello di mettere a disposizione delle imprese alimentari e della logistica food le migliori competenze presenti ai due lati del confine, intercettando e mappando il know-how più qualificato per accompagnare la transizione del settore agrifood verso sistemi più sostenibili. In questo modo, le aziende del territorio che puntano a innovare i propri prodotti o processi, ottimizzare la logistica, migliorare le performance ambientali o internazionalizzare il business potranno usufruire di un orientamento mirato e di un catalogo digitale di opportunità costruito sulle loro concrete esigenze.
Nei saluti introduttivi, l’arcivescovo monsignor Riccardo Lamba, nel giorno in cui si ricorda San Luigi Scrosoppi emblema della carità a 25 anni dalla sua canonizzazione, ha auspicato che “come indicato dal Papa nella sua recente prima enciclica, la tecnologia deve essere rimedio ai bisogni ed essere al servizio dell’umanità. E questo progetto incoraggia certamente ad andare avanti nella giusta direzione”. Per l’Università, Federico Nassivera ha ricordato che le programmazioni didattiche dell’ateneo fanno già riferimento agli obiettivi ONU 2030”, mentre l’amministratore unico di Insiel Diego Antonini ha sottolineato come “la tecnologia, a partire dalla AI, può compensare la mancanza di personale lungo la filiera”. Antonio Poggiana, direttore generale di ASUGI, ha evidenziato che FOODIS è un “progetto basato sull’integrazione di esse della società e dell’economia che da sole non sono in grado di affrontare i bisogno delle fasce più deboli della popolazione”. Ivan Poli, dirigente veterinario della Regione, ha quindi indicato la necessità che anche le filiere “caritatevoli” devono “garantire qualità, bilanciamento e sicurezza degli alimenti”.
L’analisi di partenza, come ha illustrato il direttore di Agrifood Fvg Pierpaolo Rovere, ha messo in luce un paradosso economico contemporaneo: le stringenti politiche anti-spreco della grande distribuzione e delle imprese riducono gli scarti interni, ma dimezzano i volumi e la qualità nutrizionale dei prodotti eccedenti destinati alle donazioni. A fronte di una domanda di aiuto in costante aumento, si registra così un calo strutturale della solidarietà alimentare proprio quando ce ne sarebbe più bisogno. In Friuli Venezia Giulia la povertà relativa colpisce il 5,4% della popolazione, coinvolgendo oltre 83.000 persone, all’interno di un bacino più ampio che nel 2025 vedeva circa 138.500 cittadini a rischio di povertà o esclusione sociale. Questa indigenza economica si traduce in una grave deprivazione nutrizionale, costringendo le famiglie a ripiegare su cibi ultra-processati a basso costo e a lunga conservazione. Le conseguenze sanitarie di questa tendenza includono un aumento di patologie croniche non trasmissibili, come l’obesità e il diabete, con un conseguente incremento dei costi sociali e sanitari a carico della Regione.
L’indagine sul campo condotta dal progetto ha poi evidenziato una forte frammentazione del sistema assistenziale, caratterizzato da approvvigionamenti instabili, assenza di una tracciabilità condivisa degli utenti e un cronico deficit infrastrutturale, con molti centri periferici privi di celle frigorifere per gestire i prodotti freschi. A ciò si aggiunge una frammentazione informatica che spazia da semplici fogli Excel a complessi gestionali proprietari, e un pesante carico burocratico di rendicontazione che grava su un personale volontario dall’età media elevata, alimentando frustrazione e allontanamento. Per superare queste criticità, FOODIS ha sviluppato, in collaborazione con l’azienda informatica regionale Insiel, una piattaforma digitale in cloud, chiamata FOODIS.BOX, che ottimizza il bilanciamento nutrizionale dei pacchi alimentari in base al profilo e alle esigenze specifiche dei beneficiari. Parallelamente, sono stati redatti tre manuali tecnici, tra cui linee guida nutrizionali e un manuale integrato di sicurezza alimentare che unifica le procedure di autocontrollo. Questo strumento definisce chiaramente i ruoli e perimetra le responsabilità legali tra enti di controllo e associazioni, offrendo finalmente tutele giuridiche ai volontari e superando l’insicurezza generata dai timori di errori burocratici.
Per consolidare questi risultati, la relazione finale traccia una rotta precisa per gli interventi strutturali a medio-lungo termine sul territorio regionale. Le linee d’azione prevedono la strutturazione di una logistica centralizzata per intercettare l’ortofrutta fresca eccedente, sul modello d’eccellenza del Centro Agroalimentare di Parma, e l’attivazione di accordi con le industrie e le aziende agricole locali per pianificare produzioni dedicate alla solidarietà a prezzi calmierati o al costo di produzione. Soprattutto, si rende indispensabile l’adozione di una governance unificata: solo abbandonando l’azione isolata delle singole associazioni e facendo massa critica sarà possibile negoziare accordi di sistema, evitando la dispersione di risorse pubbliche o private e garantendo un aiuto alimentare che sia efficiente, sostenibile e realmente dignitoso.
Il progetto FOODIS prevede un secondo appuntamento conclusivo, incentrato sul networking transfrontaliero, che si svolgerà venerdì 12 giugno a partire dalle 14 sempre nella biblioteca universitaria, durante il quale verrà lanciato ufficialmente il network di esperti e saranno presentate alle imprese le competenze attivabili nell’area di confine italo-austriaca, sia attraverso una sessione di pitch dedicata a una selezione di enti, sia tramite una parte finale di incontri mirati volti a promuovere contatti e collaborazioni operative per le filiere strategiche regionali.
Comunicato stampa pubblicato da Trieste News a cura di Francesco Ferrari




